
Partito il bando del Mise, che mette a disposizione circa 40 milioni di euro – 30 messi a disposizione dal Mise e 10 dal Movimento 5 Stelle – per il Microcredito a favore di quei soggetti che non hanno tutte le garanzie per ottenere un prestito bancario: persone singole, società di persone, Srl semplificate, associazioni, cooperative per l’avvio o l’esercizio di attività di lavoro autonomo o di Microimpresa, società tra professionisti.
Grazie all’intervento dello Stato questi soggetti, senza nessuna garanzia reale, potranno chiedere prestiti fino ad un massimo di 35 mila euro e restituirli in 7/10 anni. Al fondo si potrà accedere all’inizio di aprile attraverso il “Click day” predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Le somme saranno finalizzate alle seguenti tipologie d’investimento:
–acquisto di beni, comprese materie prime e merci, o di servizi strumentali all’attività’ svolta, compresi canoni di leasing e spese assicurative;
– assunzione di
nuovi dipendenti o di
soci lavoratori;

– pagamento di corsi di formazione, anche universitari o post-universitari: tali strumenti possono essere fruiti dai professionisti, i lavoratori autonomi, o dai titolari d’azienda richiedenti oppure dai loro dipendenti ; possono essere finalizzati al miglioramento delle conoscenze e delle capacità lavorative, o all’inserimento nel mercato del lavoro dei beneficiari.
I richiedenti, nel dettaglio, dovranno possedere i seguenti requisiti:
– Lavoratori autonomi e professionisti (ad esempio, commercialisti, avvocati, medici, notai, geometri, consulenti del lavoro…): dovranno risultare titolari di partita IVA da meno di cinque anni ed avere un massimo di 5 dipendenti;
– Ditte individuali: la titolarità di partita IVA non dovrà essere precedente ai 5 anni, ed il numero dei dipendenti non potrà superare le 5 unità;
– Società di persone, Società a Responsabilità Limitata Semplificata (SRLS) o Società Cooperative: dovranno essere titolari di partita IVA da meno di cinque anni, ed avere un massimo di 10 lavoratori subordinati.
Sono comunque esclusi i richiedenti che risultino nell’elenco dei cattivi pagatori, le imprese aventi un indebitamento superiore a € 100.000, le società con un attivo patrimoniale superiore a € 300.000 annui, e con ricavi lordi superiori a € 200.000.
Ciascun finanziamento, che non necessita di garanzie reali, non può eccedere il limite di € 25.000 ; la soglia può essere aumentata di € 10.000, sino, dunque, ad un totale di € 35.000 per beneficiario, qualora
i versamenti successivi siano subordinati al verificarsi delle seguenti condizioni:
– le ultime sei rate pregresse siano pagate puntualmente;
– i risultati intermedi del progetto finanziato siano stati raggiunti e verificati dall’operatore di microcredito delegato.
Per quanto concerne le domande, per questa prima fase, dovranno essere forniti i seguenti documenti:
– copia carta d’identità e codice fiscale del richiedente;
– certificato di attribuzione della partiva iva;
– certificato di iscrizione alla CCIAA o certificato d’iscrizione all’ordine professionale di appartenenza;
– Libro unico del lavoro;
– ultimi tre bilanci.
Per la gestione di tutti gli adempimenti, compreso l’inoltro della domanda, sarà possibile delegare un Consulente del Lavoro.