HILL’S JOY CHOIR. RAFFINATO E APPREZZATO CONCERTO-foto/video
La suggestiva Chiesa di San Rocco a Gioia del Colle nella calda serata del primo agosto è stata la magnifica co-protagonista del raffinato concerto di musica antica ‘Ariose vaghezze’ del Hill’s Joy Choir diretto dalla profonda maestra flautista Ilaria Stoppini che per l’occasione ha anche arrangiato i brani.
I soprani: Adele Tramacere, Daniela Marocco, Teresa Surico, Tania Procino, Miriam Tateo, Isa Addabbo, Rosanna Dammacco, insieme ai contralti: Antonella Antonicelli, Angela Angelillo, Giustina Lozito, Teresa Benincasa, Annamaria Mancino, Pina Castellaneta ed ai tenori e bassi: Benny Fanelli, Gianni Angelillo, Daniele Polverino e Danilo Loliva hanno interpretato con profondità il ricco programma di composizioni che spaziano da Landini, Gastoldi, Monteverdi e Rameau passando per anonimi del XVI sec. e abbracciando la musica antica europea legata dal tema dell’amore, della morte, della vita, della ricerca del piacere e della difficoltà ad esprimere i sentimenti.
Il concerto ha co
nsentito ai tantissimi spettatori di abbracciare non solo il coro che da tempo è impegnato nel lavoro di sperimentazione di temi e generi musicali, ma anche il ‘nostro’ ballerino classico diplomato al Bolshoi, lo ‘special guest’ Diego Buttiglione, che ha improvvisato alcuni passi essendo di passaggio a Gioia prima di iniziare la tournée con la compagnia statale “State Ballet of Georgia”.
La chitarra e violino barocco di Edward Szost e Lucia Carparelli, il violoncello con Angela Schiralli e le percussioni con Antonella De Palma hanno contribuito a ricreare l’atmosfera magica e suggestiva delle corti rinascimentali. L’interpretazione dei musicisti, altra ‘voce’ della serata, è emersa come preziosa presenza dopo brani a cappella, ovvero nei momenti in cui il luogo sacro della Chiesa di San Rocco ha visto la sapiente alternanza di suono e silenzi, virtuosismi vocali e armonia della musica.
Il concerto ha ‘commosso’ la comunità, ovvero ha condotto il pubblico nella sua interezza in un viaggio fra musica e silenzi, fra pure voci e note di ‘regia’ della brava e intensa Ilaria, la
quale ha illustrato le caratteristiche tecniche e tematiche dei brani proposti e ha rivelato gli aspetti peculiari di alcuni autori con riferimenti dotti alla concezione della musica di Aristotele, al legame fra musica, parola e sentimenti. ‘Ariose vaghezze’ del Hill’s Joy Choir ha proposto, dunque, i grandi temi del mondo antico e del mondo moderno: dall’attesa del proprio amato, dall’innamoramento e il continuo oscillare dell’amore fra sogno e realtà, dalla magia della luna e dalla sua contemplazione alla necessità di comunicare con la propria amata, dalla notte come momento di sospensione della vita e riflessione sui grandi temi del mondo, ed ancora il tema della morte, della speranza, della tristezza e del tormento.
Sembra proprio che il complesso cammino di preparazione del concerto abbia voluto proporre l’allegria e l’ironia come momento finale, quella leggerezza, naturalmente, secondo la concezione di Calvino considerata non come superficialità, m
a come antidoto ai nostri tempi liquidi, così come sottolineato in ‘Contrappunto Bestiale’ di Antonio Banchieri e ‘Damigella tutta Bella’ di Monteverdi.
In attesa di premiare l’impegno dei nostri artisti, apprezzare la complessa preparazione di Diego Buttiglione, gustare l’Hill’s Joy Choir e applaudire all’impegno e alla passione di Ilaria Stoppini in un contesto più ampio e più aperto alla cittadinanza, ci serviamo ancora di Italo Calvino per augurare a tutti loro “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.[foto Elena Colapinto e Aldo Liuzzi]
