“RIPRENDIAMOCI” IL PASSATO O “DONIAMOCI” LEGALITÀ E ONESTÀ?
Due mesi possono essere tanti o davvero pochi per mettere a punto una strategia elettorale vincente. Gioia non fa eccezione. Lo scenario attuale potrebbe dare per scontata la vittoria “ai punti”, nel senso che matematicamente i numeri ci sarebbero tutti senza neanche ricorrere al ballottaggio, a Giuseppe Gallo. Volto nuovo alla politica attiva ma che intorno e dentro di essa ha per lungo tempo operato (figlio d’arte, suo padre è stato consigliere di opposizione nel primo mandato Povia tra le fila di FI), con idee anche interessanti ed una rara capacità di “dribblare” anche le domande più caustiche sulle posizioni organizzative, mietendo consensi tra funzionari e dipendenti, “da valorizzare”, e già in questo dà prova di essere “politico” e non proprio in erba, forse perché già revisore dei conti (e quindi al corrente di tutti i conti sbagliati e da correggere) del Comune sotto Mastrovito, Palomba, Longo, D’Abbicco e Povia.
Un candidato che si trascina dietro una scia cosmica di residui (alcuni altamente tossici) delle vecchie amministrazioni, pronti a scendere in lista, altri a dare appoggio esterno, tutti con un obiettivo ben chiaro, esplicitato nello slogan: riprendersi Gioia. Quindi di fatto nulla di nuovo all’orizzonte…
Il povero Gallo nella malaugurata ipotesi di
essere eletto dovrà soddisfare così tanti “appetiti” da rischiare l’anoressia o la bulimia, a seconda delle “portate” in bilancio.
Una situazione che porterà a tornare alle urne prima di un altro biennio, ovvero al primo “mal di pancia” di chi è restato a digiuno o si è talmente abbuffato da farsi venire le coliche, ed accontentare tutti, anche con giochi di prestigio e spartizioni alla Povia, non sarà facile.
Sull’altro versante, a contr
apporsi a questo Golia (e similitudini, analogie e rime con “Povia” non sono casuali), galantuomini come Donato Paradiso e i giovani eroi che hanno lottato come leoni nella precedente amministrazione: Donato Lucilla e Enzo Cuscito.
Sono loro i “Davide” che contrasteranno le armate di centrodestra-sinistra tentando di riportare nelle urne gli astenuti e i delusi, sì perché Gallo è trasversale anche in questo, accogliendo di tutto e di più – è il caso di “Iniziativa Democratica” di Franco Stasi e Rocco Fazio (hanno optato improvvisamente di seguire il più forte di oggi ad un incerto futuro con il Pd), che tra l’altro ritrova tra i giovani di “Giovani per Gioia” una delle sue pupille, ricompattando la partnership nella più surreale delle casualità -, anche l’irraccoglibile, nonostante i proclami di tener fuori chi ha distrutto Gioia, cosa per altro non vera, nomi e volti alla mano.
Uno spazio a parte merita la candidatura di Federico Antonicelli, anche lui in corsa solitaria con alle spalle le truppe goliardiche di Pippo Colapinto & C., sulle più che ovvie motivazioni di questa scelta, lasciamo ampio spazio ad ogni ipotesi.
Resta solo, con il classico “cerino” in mano il PD, paralizzato sulla candidatura di Maurizio Liuzzi con Ludovico e Giannico in prima fila (e lista) e altri forti azionisti nelle retrovie. Una sconfitta non solo annunciata ma fortemente cercata e voluta, stando ai fatti. E star fermi un giro facendo “entrare” Liuzzi nell’agone consigliare non sarebbe la peggiore delle strategie, in attesa di tempi migliori. Che poi così facendo ci si sia giocati credibilità, alleati interni e quant’altro, poco importa. Il PD c’è, da solo, frammentato, ma c’è.
Poi ci sono i silenti, coloro che attendono di comprendere in che direzione soffia il vento per accodarsi o al contrario fare da contrappeso. Non è che stiano proprio solo a guardare dalla finestra o da Cuba ed altri posti esotici in cui rilassarsi per tornare sfoggiando una abbronzatura (non faccia di bronzo) fortemente glamour, perfetta per la foto del santino elettorale.
Sanno e seguono tutto e tutti, pesano, bilanciano, sussurrano… attendono il momento migliore per entrare anche a gamba tesa e ricordare a tutti che “ci sono”.
Infine gli “scornati”, quelli a cui qualcuno aveva fatto credere di poter davvero entrare in lizza nelle prim
arie o comunque aspirare alla carica di primo cittadino… a crederci, a onor del vero, solo loro, perché chi li aveva invitati aveva le idee ben chiare: metterci il classico “zampino” da usare come grimaldello per poi forzare l’ingresso almeno con un assessorato.
Sul fronte “grillino”, invece, tutto ancora tace. Per affinità la scelta più razionale è appoggiare Sep e Prodigio che della coerenza hanno fatto il loro vessillo e scendono con un programma non preconfezionato, ma reale e condiviso, non solo basato sul rispetto delle leggi e sull’onestà, come taluni credono, ma su competenze solide e visione chiara della realtà. E questo ad alcuni nel Palazzo già preoccupa e non poco.
Cosa augurarsi, quindi per la nostra città? Lasciamo che siano i cittadini ad esprimersi e soprattutto ad informarsi. Quelli ovviamente liberi da vincoli clientelari o paura del nuovo, i giovani in particolare che forse per la prima volta potrebbero vedere in giunta un loro coetaneo, uno in gamba, non uno qualsiasi e neanche “manovrabile”, e chi conosce Paolo Cantore lo sa bene.
Perché ad oggi è l’unico “giovane” cui non sono state fatte promesse ma a cui è stato dato già mandato, ed anche questa è una novità assoluta, un coraggio che meriterebbe l’appoggio non degli schierati ma degli astenuti – più o meno un terzo dell’elettorato -, una forza politica che potrebbe scompaginare e mandare all’aria i giochi e i giochini dei pacchetti preconfezionati e portare davvero a Gioia una ventata di novità.
Per una volta, invece di pensare a “Riprendersi” Gioia, chiediamoci cosa sia possibile “donarle”. “DoniAmo” ai gioiesi una amministrazione di cui essere orgogliosi e con cui inaugurare un percorso di legalità!
