L’IMPEGNO CIVILE, I DOVERI, POSSONO ESSERE MONETIZZATI?
Sono una cittadina gioiese e, giorni fa, sfogliando un quaderno di un bambino di una scuola elementare, la mia attenzione è stata catturata da una “Pubblicità”, inserita all’interno copertina dello stesso quaderno, che l’Assessorato all’Ambiente del nostro Comune, in accordo con la Spes-Gioia, ha distribuito per informare gli scolari sulla raccolta differenziata e per indurli ad essere collaborativi, visto che si poteva trarne profitto.
L’iniziativa di coinvolgere i bambini è pregevole, ma mi sono chiesta se la formazione per un impegno civile, che sia la raccolta differenziata, la donazione degli organi, il sostegno ai diversi ecc., debba passare attraverso una “Ricompensa economica”.
Propongo, allora, che venga istituito un “Listino” per ogni tipo di azione sociale, in modo tale che le nuove coscienze siano ben orientate alla monetizzazione dell’impegno e dei doveri nei confronti di se stessi e degli altri.
E’ questo che si vuole? Che tipo di cittadini stiamo così formando?
I.P.