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Cronaca

UNIVERSITÀ. TASSE “FOLLI”. FAMIGLIE E STUDENTI SALASSATI

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tasse università protesta studenti “Voglio essere sincera con il lettore fin da subito: questo inserto va letto quale semplice sfogo, informare è anche questo: condividere delle perplessità e stimolare riflessioni.

Ebbene sì, perché molti forse non sono al corrente dei disagi che noi studenti universitari e le nostre famiglie subiamo per una tassazione iniqua, ingiusta, estremamente alta ed oggi anche “ravvicinata” per beghe e problemi nei sistemi operativi ed amministrativi dell’università.

In questi giorni dell’Università di Bari si parla e tanto, e non in termini positivi! Non per gli esami pagati, o le lauree comprate, o per le aule indecenti, o per i professori che non si presentano agli appelli o i relatori che ti mandano in direzione NeverLand ogni volta che cerchi il loro aiuto per la tesi… Questa volta nonostante le grandi offerte che l’Università propone ai suoi studenti (e credo di averne elencate già qualcuna) il 13 settembre, a cavallo con l’inizio dell’anno accademico 2016/2017, gli tasse proteste studenti universitaristudenti ricevono come regalo la cifra da pagare della SECONDA tassa dell’anno 2015/2016.

Per chi non lo sapesse, infatti, gli studenti pagano tre rate durante l’anno accademico: una ad inizio anno, una verso aprile e una verso giugno. Quelli elencati, ovviamente, sono mesi indicativi perché un ritardo c’è sempre stato e sempre ci sarà. Ma quest’anno è andata in modo un po’ diverso dal solito, la seconda rata inspiegabilmente non è stata inviata e nessuno dell’Università sapeva dar risposte.

Fino ad aprile/maggio il problema era il software che proprio non voleva funzionare, da giugno in poi c’era “un’amministrazione non imputabile all’Università”. Mannaggia! Ma veniamo al punto: quasi tutti gli studenti scoprono, con sorpresa, che la tassa è la più alta di TUTTE (comprese anche quelle private) le Univertasse università protesta studentisità Italiane. Perché solo la seconda (deve ancora essere emessa la terza) varia da 1000 a 1400 €. Non per tutti, per fortuna, ci sono anche alcuni miracolati che pagano intorno ai soli 200-300 €. Ma facciamo un passo indietro. La seconda tassa si calcolava sulla base del proprio reddito ISEE dell’anno precedente, che in questo caso era a rigor di logica il 2014. Ora fatemi capire: o siamo tutti ricchissimi e la crisi ha colpito solo lo 0,01% della popolazione barese o c’è stato un evidente errore. Errore imputabile a chi? Le risposte che la segreteria offre sono quindi: “Non hai dichiarato l’ISEE, paga” e fin qui, tutto giusto. L’errore è tuo. Oppure “Sei alla seconda laurea, paga di nuovo”. Anche qui tutto giusto, è la legge che lo impone. L’errore è tuo. E allora qual è il problema? Il problema è l’aumento di un prezzo, del tutto eccessivo, da pagare in un tempo ristretto (sole due settimane) tenendo presente che a breve sarà richiesta (forse!) la terza tassa e l’imminente iscrizione al nuovo anno.

E allora, da figlia, immagino quelle famiglie che in questi due anni hanno perso un lavoro o che vivono con 1100 € al mese. In soli 15 giorni riusciranno a trovare i soldi necessari per pagare le tasse e possibilmenuniversita-di-barite continuare a vivere? A questa domanda risponde il Rettore che ha subito capito il problema e sta concedendo una proroga. Ma non per tutti!

Laureati e Laureandi sono infatti esclusi… perché evidentemente loro avranno i genitori ricchi o si suppone che non dovranno versare ulteriori gabelle.

E io che pensavo che sarebbe stato più costoso il mio matrimonio! Il mio sfogo sarà inutile, le mie parole vane. Perché nessuno potrà cambiare la situazione, nessuno cercherà la soluzione. Io, semplicemente credevo che lo studio fosse un DIRITTO, non un lusso da pagarsi con un MUTUO. A quanto pare lo Stato ci vuole ignoranti. Ed è questo ciò che non accetto. Io voglio conoscere. Voglio lavorare. Voglio sapere. E la Scuola, l’Università deve darmi la possibilità di farlo. E la deve dare a tutti, non solo all’èlite di figli di papà che può permettersi il Canone Uniba. E questo non riguarda solo la città di Bari. Molte famiglie di Gioia hanno ricevuto questo simpatico dono… e non tutte sanno come porre rimedio. Vi ho annoiato o forse indignato… ma questo è il dramma che tanti studenti e tante famiglie stanno vivendo in questi giorni”.

Una studentessa come tante altre

 

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