TANGENTI. PM CHIEDE 4 ANNI PER POVIA E PLANTAMURA
Il 31 marzo, Alessandra Susca – giudice per le udienze preliminari – ascolterà le tesi difensive sulla triste vicenda che sconvolse il 5 febbraio del 2015 la città, per poi esprimersi sulle richieste del pubblico ministero Claudio Pinto.
Nel corso dell’udienza di rito abbreviato per le accuse di tangenti, corruzione e turbativa di asta pubblica tenutasi in questi giorni, il pubblico ministero ha chiesto quattro anni di reclusione per Sergio Povia – all’epoca sindaco – e per il dipendente comunale Rocco Plantamura.
Un anno e sei mesi sono stati invece chiesti per Vito Antonio Martielli e Bruno Nicola, commercialisti che progettarono per il Posa nell’espletamento della gara. La richiesta di assoluzione per Rosa Fedora Celiberti, non desta sorpresa, essendo fin dall’inizio chiaro che la dipendente non aveva avuto alcun ruolo nella vicenda. Il Comune, costituitosi parte civile, ha avanzato la richiesta di risarcimento per un milione di euro.
Rinviati invece a giudizio l’architetto Nicola Manzo e l’ingegnere comunale Nicola Laruccia, – all’epoca dei fatti responsabile del settore urbanistico – quest’ultimo con Plantamura nella Commissione di Gara che esaminava i progetti di Social Housing.
All’ex vice sindaco Franco Ventaglini e all’imprenditore Posa toccherà affrontare il processo. Nel corso delle indagini emerse che i pubblici amministratori, a fronte della promessa di ricevere dall’imprenditore una “tangente” ammontante complessivamente a 100.000 euro, creavano le condizioni affinché il Posa, attraverso la società indicata, partecipasse e, conseguentemente, si aggiudicasse una gara pubblica avente ad oggetto la realizzazione di un elevato numero di alloggi da destinare ad edilizia popolare, nel quadro di un programma di “Social housing “.
