CONTINUANO I FURTI DI BICICLETTE… C’È CHI SA E TACE
A Gioia i furti di biciclette sono ormai all’ordine del giorno, e non ci si ferma neanche davanti ai cancelli della scuola.
In ordine di tempo l’ultimo furto è avvenuto il 14 settembre, di mattina, nel cortile della scuola media Losapio, in un piccolo spazio riservato al parcheggio delle biciclette degli scolari. A denunciarlo è una mamma, Vittoria C., che ha pubblicato su facebook la foto della bici da solo un anno acquistata per suo figlio.
La dinamica attuata è quasi sempre la stessa: un gruppo vociante di ragazzi accerchia la bicicletta “puntata” e dopo pochi istanti lo “sciame” si sposta e la bici non c’è più. Evidentemente uno dei ragazzi la inforca e confusa nel gruppo prende il volo.
La bici viene consegnata ad un “ricettatore”, per altro già segnalato alle forze dell’ordine, che la custodisce nel suo garage e prima di trasferirla altrove tenta, se di particolare valore e “conosciuta”,
di rivenderla al proprietario. Attività questa definita come “il cavallo di ritorno”.
In questo commento della psicologa Mariangela Bia, un messaggio rivolto non solo a coloro che l’hanno rubata, ma a tutti i gioiesi che vedono e tacciono, che sanno e non denunciano, che temono dispetti e ritorsioni, lasciando che tutto ciò continui ad accadere: “Mi piacerebbe che la bicicletta fosse trovata perché c’è un ragazzino che va a scuola in bici e nel suo piccolo ci dimostra che un mondo più “pulito” è possibile…; perché andare in bici con il vento in faccia è uno di quei modi in cui si gusta l’idea di libertà…; perché dietro quella bicicletta ci sono un papà ed una mamma che lavorano…; perché chi l’ha presa possa fare esperienza del coraggio che ci vuole nel dire “scusa, ho sbagliato”; perché la cura per la propria comunità passa anche dal distinguersi dalla comunità degli struzzi… Insomma per questi e tanti altri motivi anche io cerco questa bicicletta”.
Da parte nostra un ulteriore appello all’Amministrazione e alle Forze dell’Ordine: Forse sarebbe il caso di iniziare a pensare seriamente di dotare i plessi scolastici di telecamere, funzionanti. Questi ragazzi non possono continuare ad agire indisturbati ben sapendo di farla franca.
