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“I MOTIVI DELLO SWING”: UN SUCCESSO AL QUADRATO/foto

i motivi dello swing

i motivi dello swing È stato nuovamente sold out, un grande successo lo spettacolo scritto da Gianluca Traversi e diretto dalla M° Ilaria Stoppini I motivi dello Swing, andato in scena in replica il 25 febbraio al Teatro Rossini: la rappresentazione attraverso il medium musicale di una realtà storica che ha influenzato ogni aspetto della vita, compresa la creatività e la produzione artistica contemporanea.

Ma si proceda con ordine: già l’affluenza del pubblico lasciava presagire l’atmosfera in cui ci si sarebbe immersi di lì a poco, come se ogni singolo spettatore facesse parte della scena portata sul palcoscenico. Un’insegna luminosa: Swing Cafè; tutti sono stati catapultati in un cafè di altra epoca, in attesa di ascoltare buona musica. Quasi si fosse arrivati troppo presto, si pregusta e si gusta il momento che precede l’esibizione, che spontaneamente si fonde con il chiacchiericcio del pubblico mentre baristi, camerieri e musicisti si preparano ad intrattenere gli spettatori. È questo senso di verità, di genuinità, di realtà che colpisce ed incurioi motivi dello swingsisce in prima battuta.

Lino De Venuto, la voce paterna dello Swing, guida gli avventori del cafè e i musicisti in un viaggio rivoluzionario: sì, la rivoluzione dello Swing negli anni della guerra e dei grandi mutamenti. Ciascun avvenimento si ricollega perfettamente ad un dettaglio storico, un personaggio, uno stile di vita, attraverso la musica. Non una musica qualsiasi ma la canzone jazzata, la variante italiana del jazz americano che era sbarcato nel 1917: Pierluigi Siciliani sostiene che i nostri autori di canzone jazzata “viaggiassero costantemente in bilico tra una stilizzazione, a tratti parodistica e a tratti nostalgica o revivalistica, della musica d’oltreoceano ed un inglobamento del suo panorama culturale e musicale nella sfera della canzone”, così come attestano ad esempio le canzoni degli anni Venti, fortemente influenzate dal jazz americano, dal charleston, dal fox-trot, dal dixieland e appunto dallo swing.

Anche dal punto di vista testuale il jazz influenza la canzone italiana, attraverso poetiche e vocaboli ricorrenti. I temi principali sono la notte, l’alcool, il fumo, la musica jazz stessa, il jazz i motivi dello swingclub. L’ambientazione notturna è il momento in cui la musica può essere maggiormente esaltata, perché è un luogo di poesia, un momento in cui riflettere e pensare: ed è in questa atmosfera che De Venuto dipinge un manifesto antifascista ripercorrendo la storia dagli anni Trenta al secondo Dopoguerra accompagnato dalla band e dall’Hill’s Joy Choir di Ilaria Stoppini, attingendo al repertorio della canzone jazzata italiana (Baciami piccina, Maramao, Crapa pelada, Pippo non lo sa, Mille lire al mese, Signorina Grandi Firme, Bellezza in bicicletta, Tu vuo fa’ l’americano, Un bacio a mezzanotte). Ciascuna delle canzoni, magistralmente riarrangiate dal M° Giovanni Chiapparino, viene introdotta da una spiegazione strettamente connessa al periodo storico: ad esempio, Maramao perché sei morto? è un brano degli anni Quaranta che fu censurato dal regime fascista perché il testo ironizzava sulla morte del presidente della Camera dei Fasci e delle Corporazioni Costanzo Ciano; Crapa pelada, originariamente una filastrocca milanese, fa riferimento al duce e alla sua testa calva, sebbene in realtà racconti di uni motivi dello swinga vicenda ben diversa, ovvero di una prostituta innamorata di Caravaggio e per questo punita con la rasatura dai suoi fratelli. Signorina Grandi Firme cantata dal Trio Lescano è la signorina che appariva sulla celebre rivista Grandi Firme appunto, una donna talmente bella che “ha portato il turbamento in ogni cuor”. E ancora: Bellezza in bicicletta viene eseguita dopo che De Venuto ha raccontato del suo amore di gioventù, una donna che si spostava in bicicletta per recapitare i messaggi ai partigiani.

Le canzoni raccontano la storia quasi meglio della storia stessa: lo spettacolo è stato particolarmente apprezzato soprattutto (e si aggiunge, purtroppo) anche per la sua attualità. Una rottura della quarta parete che non faceva parte del copione ha reso la rappresentazione ancora più autentica, fermando il tempo dell’azione per esprimere la propria vicinanza all’Ucraina, costretta ad affrontare una guerra non per scelta. Mai più saggia è stata la seguente considerazione di Hegel: “Tutto ciò che l’uomo ha imparato dalla storia, è che dalla storia l’uomo non ha imparato niente”. Ed è per questo che è possibile leggere lo spettacolo come un contributo degli artisti alla causa ucraina, mostrandosi partecipi attraverso i motivi dello swingil proprio mezzo, l’arte.

Briose le esecuzioni, in perfetto stile swing; armoniose le voci delle coriste che hanno saputo interpretare i brani d’epoca con originalità, pur non discostandosi troppo dalla versione conosciuta. Un plauso alla Maestra Ilaria Stoppini, che si è presentata in un semplice vestito rosso ma è stata il jolly, il braccio destro della “voce dello Swing”, la mano operatrice che ha consentito allo Swing Cafè di prender vita. La perfetta riuscita dello spettacolo è stata evidente non solo dagli applausi finali ma soprattutto dal grande coinvolgimento del pubblico che ora anticipava, indovinando, le canzoni che stavano per essere eseguite, ora cantava partecipando attivamente.

I motivi dello Swing: la profondità della messa in scena, perfetta nell’allestimento, nelle luci, nei tempi scenici, nell’esecuzione vocale, strumentale e nell’atto recitativo, si cela dietro a testi molto semplici, che non imbrogliano lo spettatore in concetti complessi, ma arrivano dritti al punto consentendogli di riflettere, attraverso la leggerezza della musica. Un successo al quadrato più che meritato! [foto Mario Di Giuseppe – Teatralmente Gioia]

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Gioia: "I motivi dello Swing" Spettacolo musicale

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