ZONA 167, DIGNITA’, SICUREZZA E IGIENE NEGATA -foto-
“Il sindaco Longo ha preferito in questi due anni e mezzo – si legge in un volantino del Partito Democratico, Democratici per Ludovico, Udc e la Puglia prima di tutto, fatto distribuire nella zona 167 – dedicarsi unicamente a propagandare la sua immagine, facendo solo fumo e sperperando così soldi pubblici”.
Questo non è l’unico inciso nei riguardi dell’attuale amministrazione, che a dire delle opposizioni sembra aver dimenticato le promesse fatte ad un quartiere della città abbandonato a se stess
o e soprattutto all’incuria.
Ed in questo caso, il simbolo ineffabile dello stato di degrado in cui versa questa parte della città, maledettamente osteggiata dagli amministratori in carica (figuratevi che nemico dichiarato è pure il parroco di San Vito, don Vito Campanelli), è il rudere di via Einaudi.
Amministrazione che sta pensando male, sottolineano i partiti d’opposizione nel volantino distribuito in quel quartiere, di azzerare: “Il completamento del programma di recupero urbano che era stato già avviato dalla precedente amministrazione”.
“Interventi mirati – continua – per il raggiungimento dell’obiettivo di riqualificazione urbana e di miglioramento della qualità della vita in una zona periferica come la 167 (interventi quali uffici pubblici e privati, farmacia, negozi, strade, verde attrezzato e strutture sportive)”.
Progetto verso il quale: “L’amministrazione Longo doveva dare necessariamente continuità – si legge ancora nel volantino – e priorità all’attuazione e al completamento degli interventi, pur consapevole dell’aumento del costo di esproprio di circa 750.000,00 euro. Non sono mancati, nel corso di due anni e mezzo, i solleciti, le interrogazioni, le mozioni, le lettere indirizzate al Sindaco, fatte dai consiglieri di opposizione, per accelerare un programma che è ormai prossimo alla scadenza (aprile 2011)”.
Informazione che non è mancata da parte del comitato di quartiere “167 – Borgo San Vito”, che oltre a lamentare il dissenso degli abitanti su decisioni prese in merito alla zona, senza renderli edotti, più volte ha denunciato pubblicamente: “di aver chiesto un incontro pubblico – si legge in un manifesto affisso mesi fa – per visionare il PRU e per conoscere i ventilati cambiamenti. Nulla di tutto ciò è stato fatto”.
Inoltre, nello stesso manifesto, i residenti di questa zona della città, oltre a manifestare la preoccupazione per la non celata idea di installare in zona ripetitori di telefonia mobile,
lamentavano una scarsa continuità dei servizi per garantire la pulizia del quartiere ed anche lo stato di attuazione dei lavori per lo smaltimento delle acque.
Come pure hanno più volte sollecitato l’ampliamento della pubblica illuminazione. Ma il cruccio maggiore, per questi cittadini (pericolo manifestato dagli stessi in una missiva del 14 settembre 2009, al Prefetto di Bari), è rappresentato da quell’ex rudere esistente in via Einaudi, pericolo incombente: “Rappresentato – sottolineavano i residenti della 167 – dallo stato di abbandono del “rudere” (accessibile a tutti), nonché per l’igiene compromessa”.
In pratica, una levata di scudi, dicono dalla 167, che non stride, perché: “E’ un diritto del cittadino avere queste risposte. Il silenzio – chiudeva il manifesto – è solo manifestazione di sudditanza”.
Intanto, tornando all’ultimo messaggio fatto veicolare dalle forze di opposizione, queste si chiedono: “Perché le somme occorrenti per far fronte all’aumento del costo degli espropri non sono state ricercate presso il Ministero ai LL. PP.-CER e/o alla Regione? Perché non sono stati utilizzati i milioni di euro rivenienti dalla vendita delle aree del Casino Palmentullo (3.600.000,00 euro), oltre 1.000.000,00 di euro dall’Addizionale IRPEF, oltre 3.000.000,00 di euro di avanzo di amministrazione, oltre 1.500.000,00 di euro di recupero rivenienti dalla Regione e così via”.
Quindi, un progetto avviato verso una fine infausta, che porta a far crescere tantissimi interrogativi non solo fra i responsabili dell’opposizione, ma maggiormente fra i residenti della 167, che vivono nel quotidiano questo grande disagio.
Infatti, si chiedono dall’opposizione: “Quale sarà il destino di oltre 7.000,00 mq di aree private (di cui oltre 200 mq di proprietà I
ACP)? Perché si spendono 100.000,00 euro per demolire il rudere della struttura di via Einaudi, quando siamo in attesa del finanziamento Regionale per realizzare un nuovo centro? Perché, in questi due anni, si è voluto tenere in completo stato di abbandono il vecchio campo sportivo, che prevedeva nel PRU campi attrezzati da gioco funzionali alla zona IACP, ed oggi si preferisce modificare il piano per consentire di realizzare una strada urbanizzata e funzionale ad un nuovo edificio residenziale escludendo la residua sistemazione del vecchio campo sportivo? Perché sono state escluse le sistemazioni delle vie Picasso, Don Sante Milani, Padre Semeria, Parri, La Malfa, Togliatti, Pertini, che sono funzionali al tessuto urbano”.
“Mentre la nostra proposta – rimarcano i partiti d’opposizione – è stata sempre quella di completare il Piano di Recupero Urbano nella sua originaria approvazione. Anche perché in questi anni l’amministrazione Longo ha avuto a disposizione ingenti somme nel Bilancio comunale per far fronte a questa sopravvenuta esigenza di costi aggiuntivi per gli espropri”.
Un atto di filantropia che è mancato in questo caso nel DNA della Giunta Longo, anche se in altre occasioni, vedi la concessione dell’ex distilleria alla LUM, la realizzazione del monumento al S. Patrono, feste e festicciole di ogni tipo e costo, questo sentimento è stato lungamente ostentato.
Ostentazione che da sempre ci ha esibito un esecutivo dalle mani bucate. Tutto questo a dispetto di una zona della città a cui si nega una sana vivibilità.