Archivio Gioianet

La Voce del Paese – Un Network di Idee

Cultura

CLASSICO: MAGICO INCONTRO CON GIULIA CARCASI

giulia-carcasi-liceo

giulia-carcasi-tavolo-relatOspite dell’appuntamento letterario – organizzato dal Liceo Scientifico ‘R. Canudo’ e dalla libreria ‘Stella’ di Acquaviva delle Fonti, e avutosi il 19 gennaio del 2011, presso l’Aula Magna del Liceo Classico ‘P. V. Marone’l’autrice del libro, edito Feltrinelli 2010, ‘Tutto torna’: Giulia Carcasi.

“Ringrazio Giulia per la sua presenza qui, perché pensiamo che gli autori giovani riescano maggiormente ad avviare i ragazzi al piacere della lettura”, così Piera De Giorgi, professoressa di Lingua e Letteratura straniera presso il liceo scientifico di Gioia del Colle, e moderatrice dell’incontro, introduce l’autrice.piera-de-giorgi

La giovane scrittrice romana studia medicina, scrive su una testata giornalistica ed è al suo terzo romanzo. Mostra sin da subito una grande sensibilità e gentilezza d’animo: “Credo che l’essere umano sia un sistema aperto che vive nello scambio continuo”.

‘Tutto torna’, infatti, narra di un incontro, di una storia d’amore che nasce all’improvviso tra Diego ed Antonia. Diego, che lavora alla stesura di un vocabolario, crede fermamente nella pienezza delle parole; crede che a tutto si possa far coincidere un termine. Non riesce, però, a capire – come la stessa Giulia sostiene – che “noi ci incontriamo nel territorio di un vocabolario comune, ma ognuno possiede il suo vocabolario. Il fatto è che più si vive e più la parola diventa personale …”.

MANIFESTO-correttoNel momento in cui incontra Antonia tutto ciò in cui ha sempre creduto si ribalta, perché rapito dall’irrazionalità dei sentimenti. ‘Tutto torna’ è, inoltre, come tiene a precisare la professoressa De Giorgi, un libro che indaga i rapporti familiari, che analizza il tempo e lo spazio interno, che intreccia la verità con la menzogna, che si ferma sulla labilità dei ricordi, che si muove continuamente tra il passato, il presente, e il futuro.

E sul tema della famiglia Giulia afferma: “Avevo, già dal primo libro, cominciato ad occuparmi delle dinamiche familiari. Nel secondo mi sono augurata che ci si possa liberare dall’ossessione del passato e andare avanti. Credo si possa scegliere di essere qualcosa di diverso”. In proposito aggiunge: “ … Quando a cinquant’anni si parla ancora delle mancanze ricevute durante il periodo infantile, è come voler delegare il proprio ego a qualcun altro. In fondo continuare a correre all’indietro è una corsa a vuoto”.

Si esprime anche sul gioco che nel romanzo vede confondere la verità con lgiulia_carcasi.jpg2a menzogna: “In qualche modo le bugie di Antonia cercano di aggiustare quello che non le piace … A questo punto mi sono chiesta che cosa ci sia di vero in un incontro. Penso che non sia quello che diciamo, ma quello che in quel momento accade”.

Tante, infine, sono le domande che le rivolgono i ragazzi. Le chiedono il perché parla delle cicogne nere, che scopriamo essere degli animali schivi, con delle piume che sembrano metalliche, ma che in realtà sono morbide. Ed afferma: “Diego è così … Mi interessa la sua fragilità”!

Le chiedono se c’è qualcosa di autobiografico, e Giulia risponde: “Si dice che non è autobiografico per non cadere in altre curiosità che tolgono autenticità alla storia”. E alla domanda sul che cosa rappresenti nel suo mondo la scrittura, risponde che è per lei un mezzo per andare in un altrove. Avviene pienamente, tra la giovane autrice e l’uditorio, la magia dell’incontro!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *