IL POPOLO ROSA IN PIAZZA PER DIRE: “CI SONO, ESISTO” -foto-
In Piazza Plebiscito ieri, 13 febbraio, erano davvero in tante, determinate e convinte le donne gioiesi che hanno risposto all’appello nazionale di “Se non ora quando?”
Una breve e concitata mobilitazione, un fuoco “incrociato” di consultazioni su facebook per scambiarsi suggerimenti, consigli e fissare incontri per delineare un’azione comune e condivisa, ed ecco alle dodici in punto scendere in p
iazza decine di donne, ragazze, madri, bambine.
Un secchio di vernice rosa per “lasciare” un segno, un’impronta, per dire “ci sono, esisto” ed un grande girotondo per rievocare quello spirito di condivisione che permea l’infanzia e diviene evanescente nell’età adulta, quando si è costrette a scendere in competizione per affermarsi e forse perdersi, nell’illusione di
ritrovarsi.
Miriam Brunetti ha ricordato le motivazioni per cui si era in piazza, ha portato la sua testimonianza di donna, madre e docente, quindi la parola è passata a giovani donne, le stesse che hanno curato il coordinamento della manifestazione. Elvira, Pedone, Fiorella Cardilli, Laura Colaninno, Marica Girardi, Teresa Genco e Sonia Brunetti hanno letto il manifesto di intenti pubblicato dal coordinamento nazionale, alternando le loro voci, e recitato sloga
n.
“In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani. Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della li
bertà e della dignità femminile …”.
“Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile. Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risor
se e ruoli pubblici …”.
“Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.”
“Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale. Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? E’ il tempo di dimostrare amicizia vers
o le donne.”
La lettura ha infuso coraggio, alcune donne si sono staccate dal cerchio, sono andate al centro ed hanno espresso il loro disappunto attraverso un pensiero, una riflessione, ognuna testimoniando la propria esperienza. La giovane laureata che a trent’anni deve fare i conti con attese deluse ed un lavoro precario senza futuro, la donna che nella vita per affermarsi ha dovuto sgomitare in un mondo a misura d’uomo e che “non ci sta” ad esser considerata un “oggetto”, la giovane e bella ragazza che ironicamente sottolinea la sua indisponibilità a soggiacere alle voglie di uomini di potere, la donna che con pudore ricorda al suo uomo quanto
sia importante per lei, la madre che esorta le sue figlie ad avere fiducia nel futuro, ed ancora la donna che sottolinea quanto sia importante curare la mente, l’intelligenza ancor prima che il corpo. Una sola voce “maschile” tra le tante, quella del notaio Nicola Guida. Egli ha ribadito che laddove le donne governino vi è garanzia di pace, in quanto per loro natura esse la perseguono, dovendo da sempre difendere la prole e la sopravvivenza della specie. “Un mondo governato dalle donne sarebbe un mondo migliore!”
Le donne scese in campo, tante, di diversa estrazione e pensiero politico, hanno dato prova di aver compreso a pieno il messaggio di “Se non ora, quando?” e dell’importanza di essere unite, al di là di ogni pregiudiz
io, preconcetto e trasversalità.
“La manifestazione – recitano le ragazze – non è fatta per giudicare altre donne, contro altre donne, o per dividere le donne in buone e cattive, è fatta per esprimere la nostra forza e la nostra determinazione. Siamo donne fiere e orgogliose. Chiediamo dignità e rispetto per noi e per tutte. Siamo gelose della nostra autonomia e non ci lasceremo “usare”. La dignità delle donne è la dignità della nazione, la dignità della nazione è la dignità delle donne.”