IL SINDACO PIERO LONGO “E’ UN CONIGLIO CHE SCAPPA”
Ormai è politica la crisi che sta investendo la giunta comunale gioiese. A sancirlo è stato il flop accusato a margine dell’ultima seduta del consiglio comunale, quella che precede la discussione del bilancio. Appuntamento, stando ai ben informati, che potrebbe anche saltare. Non c’è che dire: “l’ora si cambia” si sta trasformando in un vero e proprio boomerang per il sindaco gioiese, anche se, dicono i frequentatori del palazzo, ostenta tanta sicurezza.
Eppure la tempesta che sta investendo palazzo San Domenico è sotto gli occhi di tutti ed i mugugni emersi in maggioranza non sono facilmente addomesticabili. Infatti, a giudicare da quello che si legge sul nostro web, sul bimestrale “la Piazza” ed anche sul quindicinale presente nelle edicole gioiesi, a dispetto del settimanale (sempre troppo ovattato quando parla del sindaco e dei suoi fans), quello che si registra è un brutto momento sia per il
primo cittadin
o che per la sua giunta. E non è tutto.
Si sente dire in giro, anzi si legge, che due dei contrasti interni alla maggioranza, gli ingegneri Mauro Mastrovito e Pinuccio Tuccillo, chiedono la testa del dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale. Pena la loro astensione quando si discuterà il bilancio. Percorso ancora lungo e tortuoso, reso ancora più scivoloso dalla presa di posizione degli avvocati Tisci e Dongiovanni. Il primo terribilmente infastidito dall’imposizione di un bilancio che arriva in aula in assenza di un confronto all’interno della maggioranza, l’altro pronto a ritenere il sindaco miope rispetto alla situazione gioiese.
E come se non bastasse, ad alimentare il dissenso in maggioranza si è aggiunta l’ultima sortita del capogruppo del Pdl Vito Paradiso, il quale ha manifestato tutto il suo disappunto a proposito del permesso di costruire n. 96/2010 rilasciato in zona omogenea “F”. In pratica la costruzione che sta sorgendo sull’area dell’ex arena Castellana.
Quello che viene contestato al sindaco è il suo comportamento feudale. Da signorotto di paese che si sceglie i collaboratori e ordisce le epurazioni di rito. Pronto a togliere di torno non i rami secchi, ma chi l’ostacola o non esalta le sue gesta. Ma il danno maggiore non è assolutamente quello che sta creando alla sua coalizione o alla sua poltrona sindacale, ma alla città.
Una città che in questi tre anni ha accusato un regresso evidente e incontrovertibile sotto tutti gli aspetti. In primis il mancato utilizzo dei sei milioni di euro stanziati dalla Regione per risolvere la questione del fascio ferroviario che attraversa la città; l’affidamento gratuito alla LUM dell’ex distilleria Cassano (
restaurata con fondi regionali). il dietrofront imposto al PRU (Piano di Recupero Urbano), che lascia l’intera comunità della 167 nel degrado più completo; le lungaggini dei lavori di restauro dell’Asilo Nido Comunale (da sempre fiore all’occhiello, ormai destinato a sfiorire) che non sappiamo se si riaprirà, come dichiarato, il 21 marzo; un bilancio che rasenta la bancarotta.
A questo si aggiunge la questione parcheggi a pagamento, la cui revoca potrebbe costare alle casse del nostro comune 1,2 milioni di euro se il TAR darà ragione alla “Vigeura”, ditta
che fino ai primi di dicembre ha gestito i parcheggi a pagamento.
Che dire poi delle non celate accuse giunte dall’ultima seduta del consiglio comunale? Seduta in cui Sergio Povia (Pd) nello stigmatizzare l’atteggiamento della maggioranza (presente in aula con
due soli consiglieri), ha definito il sindaco: “un coniglio che scappa”, in questo caso davanti ai tanti problemi che affliggono la città.
In quel Consiglio si doveva discutere del fatto che ben 200 famiglie residenti nella 167 sono state chiamate dal Comune a pagare, in virtù della delibera di C.C. n.82 del 13 dicembre 2010 (della quale le opposizioni ne hanno chiesto la revoca), un’ingente somma per trasformare il diritto di superficie in diritto di proprietà.
Ed in questo caso, scriveva il prof. Vito Mastrovito (abitante della zona) su “gioiademocratca”: “Io non aderirò alla proposta del Comune per diversi motivi. Infatti si tratta di pagare un diritto i cui effetti si produrranno a partire dal 2078. Chi sa dirci oggi quali leggi e normative saranno allora in vigore?”.