LONGO AL BIVIO: TRE ASSESSORI RISCHIANO LA POLTRONA
Un sindaco sotto ricatto, anzi nelle nubi, direbbe Checco Zalone. E’ questo il quadro che si presenta, anche al meno “scafato” di politica, quando varca la soglia di palazzo San Domenico. Un palazzo dove l’aria che si respira è quella delle congiure o dei trabocchetti.
Ormai il primo cittadino è nelle mani dei vari gruppi di potere presenti
in maggioranza, dove ognuno vuole la testa di qualcuno. Le ultime notizie che ci giungono dai bene informati, dopo l’ennesima seduta infruttuosa dell’ultimo consiglio comunale, raccontano che sulla giunta stia per abbattersi una sorta di “tsunami” che rischia di spazzare via almeno tre assessori.
Infatti, dopo il giro di valzer di qualche settimana fa, non gradito ad almeno quattro importanti esponenti della maggioranza, questa volta il sindaco, calandosi nel ruolo che gli è più congeniale, sta pensando di dare il ben servito a Fabio De Benedictis, Giacinto Donvito e Sante Celiberti. E non è tutto, perché in questa “resa di conti” rientra anche il probabile allontanamento dall’Ufficio Tecnico Comunale (stanno
cercando una collocazione presso un comune amministrato dal centro destra) dell’ing. Nicola Laruccia. Quest’ultimo pronto a ribadire nell’ultima seduta dell’assise gioiese, la legittimità del premesso di costruire n.96/2010, rilasciato in zona omogenea “F”. In pratica la costruzione che sta sorgendo sull’ex area dell’arena Castellano.
Risposta, quest’ultima, che in ogni modo non ha convinto del tutto il capogruppo Pdl Vito Paradiso, autore di una interrogazione consiliare urgente in merito a questo problema. Tant’è che la questione sarà oggetto di una convocazione monotematica richiesta dal dott. Paradiso al sindaco e al presidente del consiglio comunale.
Intanto, tornando all’esecutivo, quello che starebbe per mettere in atto il sindaco è una mossa che verte a salvare il salvabile di una gestione (che in questi tre anni ha sempre vissuto di riflesso, grazie a quello che avevano programmato i predecessori). E che in seno alla maggioranza di centro destra non vi è serenità, lo tocca con mano un qualsiasi cittadino quando si affaccia nell’aula consiliare, dove accade di tutto e gli appellativi (il più delle volte opportuni), non fanno una grinza.
Quello che si nota è un sindaco in fuga e una maggioranza che spesso e volentieri, incalzata dall’opposizione, va paurosamente in confusione. Un consigliere di maggioranza, incurante di chi gli stava accanto, raccontava al telefono ad un suo interlocutore, a proposito dell’ultima seduta: “Povia e gli altri ci hanno fatti neri”.
Quello che sta per aprirsi, quindi, è un nuovo capitolo per la giunta gioiese, ma soprattutto per un sindaco che non si presenta in aula e che prima del 24 marzo più che dedicarsi al falò di San Giuseppe (per il quale si stanno spendendo gli ultimi spiccioli di questa amministrazione), deve dedicarsi al falò delle deleghe assessorili e a convincere gli “amici” amministratori dei comuni limitrofi ad ingaggiare il capo dell’U.T.C., perché se così non fosse, non arriverebbe a consegnare le chiavi della città al nostro patrono.