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VENTI DI GUERRA LIBICI ANCHE NELLA BASE DEL 36° STORMO

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Ensign_of_the_36_Stormo_of_the_Italian_Air_Force“Stato di massima allerta” nella basi pugliesi dell’Aeronautica militare. Anche presso il 36° Stormo, con i caccia intercettori Eurofighter, i militari sono pronti a rispondere alle direttive del governo dopo che oggi il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha annunciato che anche l’Italia parteciperà alla missione militare internazionale per l’imposizione di una no fly zone sulla Libia, autorizzata dalla risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Allerta anche a Brindisi, sede dell’84esimo Centro Sar (ricerca e soccorso) che opera con gli elicotteri HH3-F anche in funzione “Combat-Sar” per l’eventuale soccorso e recupero di piloti in territorio ostile, e ad Amendola, base degli Amx e dei velivoli senza pilota.

eurofighter-2Lo stato di allerta nelle basi pugliesi dell’Aeronautica era scattato già durante i primi giorni della crisi libica. Alle dipendenze del 36° Stormo “Riccardo Helmut Seidl”, dislocato sull’aeroporto “Ramirez” di Gioia del Colle, operano i militari del X e il XII Gruppo “Caccia intercettori ognitempo”, complessivamente su una ventina di velivoli Eurofighter.

La missione dei piloti è quella di assicurare, con le modalità stabilite dai piani operativi disposti dall’autorità politica, la difesa aerea dell’area di interesse nazionale e di concorrere al controllo dello spazio aereo. Anche con il cosiddetto scramble, ovvero la partenza rapida di due caccia intercettori, sempre in coppia, all’inseguimento di una traccia aerea non identificata.

21-220904_342«In questa base militarespiega il capo ufficio operazioni il colonnello Donato Colacicco -sappiamo già quello che va fatto. Non abbiamo bisogno di attività preparatorie, come per lo scramble, su cui i nostri piloti sono preparatissimi. Ricevute le indicazioni dello Stato Maggiore saremo immediatamente operativi secondo il livello ulteriore che ci verrà richiesto»

eurofighter1_30536aL’Eurofighter Typhoon è un velivolo multiruolo. È stato progettato e costruito da un consorzio di nazioni europee, tra cui l’Italia. I primi velivoli di questo tipo sono entrati in servizio, nell’Aeronautica Militare, nel 2004. Non si esclude che in Puglia arrivino anche i caccia bombardieri da altre basi, come accadde durante la crisi del Kosovo.

All’epoca della guerra in Kosovo all’aeroporto Ramirez era di stanza anche un gruppo di piloti britannici; ora sono tutti italiani.

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