GHERARDO COLOMBO INCONTRA GLI STUDENTI DI CLASSICO E SCIENTIFICO
Giovedì, 18 marzo, alle ore 10,20 presso l’Auditorium del Liceo Scientifico, Gherardo Colombo, classe ’46, ex magistrato in prima linea contro il crimine organizzato, il terrorismo, la mafia ed icona di “Mani pulite”, incontrerà studenti e insegnanti del Biennio del Liceo Scientifico e del Ginnasio del Liceo Classico.
“L’incontro – recita il comunicato del Liceo – si colloca nell’ambito degli eventi letterari organizzati dall’Istituto, volti alla promozione alla lettura, in particolar modo in riferimento alla sezione: “Testimoni del nostro tempo – Incontri con autori significativi per l’impegno nella società e per la tensione a difendere valori fondamentali del vivere civile.”
In occasione dell’incontro sarà presentata l’ultima fatica del magistrato “Sulle regole”, su questo tema e sulla visione dei lavori degli studenti, si aprirà un dialogo sulla cultura della giustizia, sul senso e sul rispetto delle regole.

“La giustizia non può funzionare se i cittadini non comprendono il perché delle regole. Se non le comprendono – dichiara Colombo – tendono a eludere le norme, quando le vedono faticose, e a violarle, quando non rispondono alla loro volontà. Perché la giustizia funzioni è necessario che cambi questo rapporto.”
Gherardo Colombo in questo suo nuovo libro che invita a riflettere su un argomento di grande attualità e profondo coinvolgimento civile e morale. In Italia spesso si sente parlare e si parla di una giustizia “malata”, di un’amministrazione della giustizia lenta e corrotta, di violazione sistematica delle leggi, di mancanza di legalità. Si ha la sensazione di vivere in un paese dove, sotto l’apparenza delle leggi uguali per tutti, trionfano in realtà il sotterfugio, la furbizia, la forza, la disonestà, un paese dove coloro che rispettano le leggi formali vengono scavalcati ogni giorno da coloro che le infrangono.
Secondo Gherardo Colombo esiste un solo modo per uscire da questa sconfortante e drammatica situazione: riscoprire il senso profondo delle regole che stanno alla base della convivenza civile, ritrovare il punto di riferimento ideale, dei valori di base, a cui si ispira la distribuzione di diritti e doveri, opportunità e obblighi, libertà e limiti di ogni individuo. Il rispetto dei valori della persona è la strada da percorrere, indicata anche dalla Costituzione Italiana e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che prospettano un modello di convivenza orientato al riconoscimento e alla valorizzazione dell’altro.
“Una società “orizzontale” –
Questo modello si cont
rappone al modello “verticale”, basato sulla gerarchia e la competizione, uno schema imperante fino a qualche anno fa, che privilegia pochi potenti, ricchi, influenti a discapito della moltitudine dei cittadini.
“Se la società è davvero organizzata in modo orizzontale – scrive Colombo – le spinte e le occasioni per violare le leggi sono assai più limitate.”
Se i diritti di base sono tutelati, la devianza è meno diffusa, e possono prosperare il dialogo, il confronto e la responsabilità, a vari livelli: politico, professionale, civile e amministrativo. Tutti potrebbero partecipare più compiutamente al bene comune e raggiungere una propria realizzazione personale.
Molti passi in avanti sono stati compiuti per raggiungere una società come questa ma il cammino non è concluso, come dimostra il fatto che l’attuazione completa dei principi della Costituzione non è terminato. Anche sul piano culturale l’atteggiamento di noncuranza e a volte aperto disprezzo delle regole permane su vasta scala, sia a livello dirigenziale sia a livello del semplice cittadino.
Un dibattito sul valore e sulla cultura della legge in Italia, come quello a cui ci invita Gherardo Colombo, è dunque non solo doveroso ma anche necessario, per chiarire l’importanza che ricoprono nella società non solo le istituzioni ma anche i cittadini e la loro consapevolezza.