A TEATRO CON “FARINELLA PALADINO E IL TRULLO DELLE STORIE”!
Il terzo degli “effetti collaterali” del Teatron, principio attivo utilizzato contro l’apatia teatrale e, cioè, progetto di formazione teatrale finanziato dalla Regione Puglia e organizzato dall’associazione culturale Ombre, è dato dal teatro di figura.
Infatti in scena ci sono dei fantastici pupazzi creati da Luigia Bressan, che insieme a Deni Bianco, cura anche la scenografia costituita essenzialmente da un trullo gigante in cartapesta posto al centro del luogo scenico.
La rappresentazione, intitolata “Farinella paladino e il trullo delle storie” ha avuto luogo domenica 14 marzo, alle ore 17.30, nel foyer del teatro Ro
ssini a Gioia del Colle.
I bimbi, veri protagonisti, si guardano intorno con la loro tipica curiosità aspettando l’inizio del divertimento.
Sin da subito i piccoli spettatori diventano parte integrante della storia. E quando Farinella, interpretato dal coinvolgente Dino Parrotta, che è anche autore e regista, si chiede, ma chiede anche agli spettatori che lingua dovrebbe parlare con il trullo per essere compreso; i più piccoli senza esitazione e in coro rispondono: “IL TRULLESE!”, suscitando l’ilarità dei pr
esenti.
La riuscita della commedia è anche data dal loro interloquire sia con gli attori che con le marionette animate dagli stessi attori … Questo perché la fantasia dei bambini non avendo limiti conferisce loro quel quid in più che, forse, il tempo ci sottrae.
Farinella, così, con prima dei lievi tentennamenti, ma poi convinto dai bambini stessi, apre le finestrelle del magico trullo e ci catapulta in una dimensione incantata. Il primo a comparire è il pupazzo del Conte di Almavilla, animato dal gioiese e bravo Enrico Castellaneta, che si è autoproclamato governatore, perch
é il Cavaliere di Malto è partito alla ricerca dell’amore, che è poi il tema principe della messa in scena stessa.
Quest’ultimo per la sua sete sfrenata di potere – allegoria calzante dei corsi e ricorsi storici – obbliga i bambini a lavorare, li priva, quindi, dell’istruzione “i miei sudditi non devono pensare”, e decide perfino che nessun abitante possa avere il nome.
Sono semplicemente dei numeri. Farinella, libero e gioioso giullare, non accetta questi soprusi e con la sua simpatia cerca di far emergere la democrazia, dove tutti devono avere la propria identità e sentirsi liberi di agire.
Accanto a lui, personaggio chiave nella riuscita del proposito suddetto, è il figlio del conte, un ragazzino al contempo viziato e tenero, perché carente di affetto.
Il lieto fine è alle porte e la storia si conclude con una sfrenata danza di allegria!