CARLO CASTAGNA: “IL PERDONO E’ LA VIA PER GUARIRE” -foto-
Il perdono è l’argomento trattato durante uno dei consueti incontri con Don Tonino, nel salone parrocchiale della Chiesa Madre, lo scorso 30 marzo. In particolare, il perdono che Carlo Castagna ha da subito manifestato nei confronti di Olindo Romano e Rosa Bazzi, che poco più di quattro anni fa uccisero sua moglie Paola, sua figlia Raffaella e il nipotino Youssef. La “strage di Erba”.
Come testimonia lo stesso Castagna ne “Il perdono di Erba”, scritto con Lucia Bellaspiga, non è il rancore a dominarlo, né il desiderio di v
endetta, ma la volontà di perdonare chi gli ha brutalmente portato via gli affetti più cari. Di trovare spazio, nelle preghiere, per chi lo ha ferito così profondamente. Di accettare l’accaduto come parte di un disegno più grande, divino. Un atteggiamento che potrebbe apparire sconcertante, addirittura disumano.
Eppure Carlo Castagna, occhi lucidi e sguardo in basso, si rivela nella sua più autentica umanità quando, introdotto da Don Tonino, rivive con i presenti le fasi salienti della strage. La
lucidità con cui ha appreso la notizia dei corpi sgozzati, il ritrovarsi ad affrontare una realtà che lo ha sconvolto, l’intuizione, rafforzata dalla fede solida della suocera, “Mamma Lidia”, che il perdono fosse la strada giusta da imboccare, quella che lo avrebbe risollevato.
Perché “non si può vivere macerati dall’odio”, e laddove “abbonda l’umiltà di riconoscersi come peccatori abbondano anche la misericordia divina e la grazia del perdono”. “Troviamo spazio nelle no
stre preghiere per queste persone che ci hanno ferito”, sosteneva coraggiosamente “Mamma Lidia”. Perché “il Padre non vuole la morte dei peccatori e, anzi, più è grande la colpa, più è grande l’abbraccio divino”. “Il perdono rende liberi”, sottolinea Castagna, che confida nel ritorno della serenità dopo ogni sofferenza vissuta cristianamente.
La sua sofferenza è aver perso i suoi cari, la sua gioia è aver vissuto tanti anni al loro fianco. Con un libro di forte impatto emotivo, Castagna testimonia che “con l’aiuto del Padre si può anche amare il fratello che ti ha
ferito”, incarnando l’esigenza dell’uomo di relazionarsi con Dio, l’abilità di accettare, con fede e consapevolezza, le conseguenza di un disegno che appare incomprensibile e ingiusto e, infine, la capacità del cristiano di perdonare.
Un messaggio di non poco conto durante il periodo di Quaresima che stiamo vivendo, a poche settimane dalle festività pasquali, quando verrà celebrata la Resurrezione del Signore, le cui ultime parole sulla croce furono: “Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno”. (Lc. 23,34). Il perdono, dunque, secondo l’intuizione di Castagna, è la via per guarire.
Le foto inserite in questo articolo sono state realizzate da Mario Di Giuseppe che ringraziamo per la collaborazione.