ROTATORIA, SI RIMEDIA CON INTERVENTI TAMPONE -foto-
A seguito del nostro articolo-denuncia l’Ufficio Tecnico Comunale è corso più volte ai ripari per migliorare la viabilità della rotatoria di via Salvator Rosa, ma non al punto da sostenere di aver risolto tutti i problemi. Anzi. Questi continui interventi tappabuchi evidenziano ulteriormente l’approssimazione con cui hanno gestito questa opera (si fa per dire) pubblica.
Da quando abbiamo sollevato il problema sulla sua pericolosità e inutilità, ci sono stati numerosi interventi riparatori e diversi summit, in loco, tra vari tecnici comunali (ing. Laruccia, geom. Zucchetti, geom. Plantamura, Mancino), assessori (ai Lavori Pubblici e al Traffico), il sindaco Piero Longo e i responsabili delle imprese che hanno contribuito con il loro operato alla realizzazione di questo gioiello di alta ingegneria urbanistica. L’ultimo, in ordine temporale, si è tenuto ieri intorno a mezzogiorno.
Ma, nonostante i loro illuminati rapporti abbiano partorito la decisione di ridurre parte dei marciapiedi (finali/iniziali), che creavano più pericoli pubblici che miglioramenti, di smussare parte dei muretti in cemento precedentemente creati, posizionare la segnaletica sia orizzontale che verticale, la pericolosità della rotatoria permane, come il dubbio amletico (giro o non giro) che pervade gli automobilisti sulla tentazione di “aggirare” la rotatoria nel momento in cui se la trovano davanti, in modo particolare i forestieri. L’unica nota positiva, al momento, lo smantellamento dei quadri elettrici, per giorni rimasti lì ad ingombrare pericolosamente l’area.
Una pericolosità difficilmente sanabile, non soltanto per la
posizione, lo ribadiamo, “squilibrata” della rotatoria, per la presenza dei marciapiedi che, a detta di alcune voci raccolte sull’ufficio tecnico, saranno non solo ripristinati ma prolungati in direzione della piscina e di via Salvator Rosa, o per i muretti in cemento realizzati troppo a ridosso della stessa rotatoria, ma anche dalla decisione di invertire il senso unico di via Salvator Rosa con la previsione di un doppio sbocco sulla ex statale 100. Uno in direzione della piscina comunale, con l’obbligo di utilizzare la rotatoria, e l’altro, più spostato a destra, in direzione Taranto.
Per cui, in presenza di segnaletica indicante lo Stop su tutti i sensi di marcia, ci chiediamo, chi avrà o dovrà dare il diritto di precedenza? E soprattutto, stante il risultato alquanto inconsueto,
perché creare una inutile rotatoria?
Nelle intenzioni sicuramente avrebbe dovuto migliorare il traffico, nella realtà lo sta rendendo più complicato e pericoloso, anche per via dell’ingombrante presenza in loco dell’ingresso/uscita dell’impianto di lavaggio automatico, sempre più frequentato. Gli automobilisti che vogliono immettersi sulla ex statale, considerando la posizione della rotatoria, per procedere in direzione piazza XX settembre, cosa fanno? Semplice, anzichè procedere in direzione della rotatoria, per poi tornare indietro, “tagliano” la strada a chi sopraggiunge da Taranto.
Un’opera pubblica nata, fin dall’inizio, sotto una “cattiva stella”, a cui
hanno contribuito fattivamente fin dagli inizi tecnici ed operai, come dimostra l’inopportuno posizionamento sul perimetro della rotatoria di alcuni cartelli indicatori che di fatto rendono ancora più ardua la manovra ai mezzi pesanti, e quindi a serio rischio abbattimento.
O la presenza, nonostante i lavori siano quasi ultimati, di segnali di divieto di accesso che oggi non hanno alcun senso, ma che testimoniano di lavori tanto approssimativi quanto improvvisamente affrettati e poco controllati, oltre che scarsamente programmati e pianificati. Altrimenti non si spiegherebbe la presenza di pali e cabine elettriche posizionati in mezzo alla strada in bella mostra per lungo tempo, il palo a dir la verità è ancora lì. Lavori iniziati e abbandonati per mesi, in attesa non si è mai saputo bene di cosa.
Un ultimo dettaglio. Se esproprio c’è stato, in nome di quella utilità pubblica che in tante altre circostanze è stata utilizzata a piene mani, perché in questa occasione si è stati fin troppo parsimoniosi nella richiesta delle superfici necessarie alla realizzazione di un’opera quantomeno decente?