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STUDENTI CARANO NELLA TERRA DEL CAPORALATO

carano-studenti-caporalato-

giorgio_gasparreRiceviamo e pubblichiamo il seguente contributo giornalistico redatto da giovanissimi studenti che hanno seguito con impegno, passione e voglia di conoscere, il triste fenomeno del caporalato esistente in Puglia. Un lavoro meticoloso che sicuramente troverà unanimi consensi tra i nostri lettori e un sincero grazie da parte di tutta la Redazione di GioiaNet per l’invio di questo scritto.

“Noi, alunni delle classi terze della Scuola Secondaria di 1° grado “E. Carano”, iscritti al PON “Legalità nel mondo del lavoro”, proposto dal prof. Giorgio Gasparre, il giorno 11 ottobre 2011 abbiamo preso parte ad un’uscita didattica guidati dal professore e da Nicola Romanelli, in qualità di rappresentante dell’associazione “Libera”.

Mentre ci recavamo a Orta Nova, ci centro-profughisiamo fermati al centro profughi “Borgo Mezzanone”, ma per poterlo visitare serviva un’autorizzazione ministeriale, quindi abbiamo proseguito e siamo giunti a Orta Nova, paese in provincia di Foggia, povero dal punto di vista economico e abitato soprattutto da immigrati, che qui rappresentano la maggior parte della forza lavoro .

Abbiamo visitato queste terre per documentarci sul fenomeno del caporalato in Puglia.

A Orta Nova abbiamo incontrato gli alunni della classe 3a sez. E della Scuola Secondaria di 1° grado “Sandro Pertini”; i ragazzi hanno esposto i dati della ricerca sul caporalato nella loro terra e ci hanno confessato anche che, prima di effettuare questa attività non erano a caporalato-spaccioconoscenza di quello che succedeva nel loro paese e che hanno scoperto la gravità del fenomeno grazie ai contatti con la nostra scuola; hanno letto poi un articolo di un giornale locale riguardante il caporalato e noi abbiamo esposto le notizie e i dati che avevamo raccolto in precedenza in merito alla questione. Il confronto si è rivelato molto interessante. Infine abbiamo visitato i paesi di Stornara e Stornarella.

Quando i cittadini ci fermavano, chiedendoci cosa stavamo visitando, il prof. Gasparre rispondeva che stavamo visitando “il nulla”, era pericoloso pronunciare la parola “caporalato”.

Lungo il percorso abbiamo anche potuto vedere distese caporalato-campagnesterminate di campi coltivati in cui lavoravano alla raccolta dei sedani esclusivamente persone di colore.

Questa esperienza e gli incontri precedenti ci hanno permesso di approfondire tutto quello che riguarda il mondo del lavoro in Italia ed in particolare nella nostra regione.

Purtroppo abbiamo appreso che ci sono individui che vengono sfruttati, che sono privi di garanzie e diritti, che vivono una vita molto diversa da quella che avevano immaginato, partendo da terre lontane per raggiungere il nostro paese, dove avrebbero voluto realizzare un sogno di vera libertà.

È ora che tutti sappiano!

Caricato Maria, Galatola Cristina, Mancino Francesca, Marazia Giuseppe Maurizio Josef, Montenegro Manuela, Palattella Michele“.

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