I MAL DI PANCIA DEL PD CONTINUANO A RUMOREGGIARE

Nel leggere quanto affermato da Andrea Mongelli, portavoce ufficiale del pensiero pidiellino su più organi di informazione, c‘è di che restar letteralmente sbalorditi.
Nel tentativo di … salvar la faccia ad un PD pronto a “turarsi il naso” e scendere a compromessi pur di non perdere voti vitali per la prossima competizione elettorale, lasciando che a dettare le linee guida programmatiche siano gli “addetti al settore”, nella fattispecie speculativo – edilizio, Mongelli non esita ad arrampicarsi sugli specchi per difendere l’indifendibile.
Nel cercare di togliere il bruscolino dall’occhio, non vede (o non vuol vedere) la trave di quei politici che riconoscono come loro unica e trasversale bandiera la fatidica “concessione edilizia” possibilmente in aree proficuamente modificate nella destinazione d’uso, ovvero l’Affare con la A maiuscola, che consentirà alle (loro) future generazioni di vivere di rendita e nel lusso.
Così, mentre da un lato sottolinea che Enzo Cuscito si è dimesso per non essere d’intralcio (e almeno in questo non mente) alla macchina organizzativa del partito (guidata da chi?) inceppatasi “per i mugugni e gli steccati che i malpancisti di turno (quali?) hanno sollevato scriteriatamente quando hanno sentito parlare di rinnovamento”, dall’altro sostiene con enfasi l’assenza di dissidi interni (e i mal di pancia a cosa sono dovuti? Alla fame, alle troppe abbuffate o a un noioso meteorismo da colite spastica da stress?).
Fermo restando che mettere a dieta il malpancisti e dar loro una bella purga (o epurazione che dir si voglia) avrebbe aiutato il partito ben più delle dimissioni del loro segretario (che quindi – lo si conferma tra le righe – ha motivi più validi e seri degli impegni professionali e familiari cui lo stesso Mongelli fa
riferimento per andar via).
Il fatto che Cuscito in pubblico abbia dichiarato la necessità di una unione d’intenti, non significa che avesse intenzione di accettare quella che invece ai più è sembrata una orgiastica “unione per fare affari”.
Cos’altro poteva dire e fare Cuscito per contrastare i mal di pancia, se non esortare all’etica e all’unione di intenti? E chi lo ha seguito?
E va beh che ormai la politica è una Babele, dove Sodoma (nessun riferimento a persone) e soprattutto Gomorra imperano e nessuno riesce a intendere quel che l’altro dice, ma “sacrificare” l’agnello pasquale” a ridosso del Natale rinunciando alla discesa dello Spirito Santo in primavera e confidare nel “silenzio degli
innocenti” (Cuscito non rilascia dichiarazioni in proposito neanche nel confessionale), è davvero troppo!
Più di un Giuda non solo tra i compagni di merenda di Longo ma anche tra gli apostoli del PD (vuoi vedere che sono gli stessi “Giuda” in formato “Giano”, ovvero bifronti?) ha minato e continua a recar danno alla politica gioiese.
Tornando al buon Mongelli, un sorriso è d’obbligo quando con riferimento ad una “filippica” di Cuscito riferita alla “logica dei pacchetti di voti, degli interessi di parte, delle decisioni prese dai soliti noti in qualche studio professionale” dichiara con candore che questo (quello di Cuscito) è “il
modo più corretto per avvicinare i giovani alla politica, in pratica una iniziazione che deve riportare al centro della discussione politica la logica delle decisioni condivise all’interno del partito e dei gruppi che lo rappresenteranno a livello istituzionale. Questo, per sgombrare il campo da quei si dice che riferiscono di un Pd dilaniato da faide interne”.
Qui, purtroppo per lui, è d’obbligo dissentire!
Le faide non solo ci sono (nè è possibile far finta che non esistano) ma l’assordante silenzio con cui sono state accolte le dimissioni di Enzo Cuscito vale più di
cento comizi sulla loro esistenza.
Proprio “l’ex capogruppo del Pd, ing. Ludovico” che secondo Mongelli confermerebbe l’assenza di lotte intestine, di fatto le conferma, ventilando l’apertura al dialogo con Italia Futura di Povia (mai interrotto) senza aver ancora avuto modo di sentire le ragioni di Cuscito (con il quale, evidentemente, digiuno com’era nel settore edilizio, dialogare era meno facile e più ostico).
E quei giovani secondo Mongelli pronti
all’iniziazione, non sono forse gli stessi che si è tentato di “traviare” con allettanti promesse (in alcuni casi con successo) o che si sono allontanati, nauseati dai compromessi necessari affinché fossero mantenute?
Più che uno scatto di reni, i gioiesi da anni si aspettano dal PD uno scatto di orgoglio, un “mea culpa” ed un atto di coraggio, ovvero mostrare di possedere degli attributi scrollandosi di dosso parassiti e zavorre appesantite dalla mal politica del passato attraverso la “scelta di uomini, programmi e metodi” non solo condivisi ma soprattutto onesti e lontani da quelle “logiche dei pacchetti dei voti” che ahimè restano l’unica unità di misura per uomini di poca fede, incapaci di credere nel miracolo di un voto dato con il cuore e non per riempire… la pancia.