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ANITA PISCAZZI A SPAZIO UNOTRE

piscazzi

Il 13 maggio alle ore 20.00 Spazio UnoTre e Mario Pugliese ospiteranno Anita Piscazzi, poetessa, musicista, docente ed articolista di pregio.

carlo_molinariLe sue poesie squisitamente “femminili”, saranno tradotte in pixel d’arte da Carlo Molinari, pittore ed artista digitale. Tra le sue tecniche digitali: anamorfosi, illusioni, giochi ottici e soggetti a doppia lettura tra cui nudi contemporanei.

A render ancora più struggenti i versi, Giuseppe Vitto con il suo violino.

Anita Piscazzi, laurea in lettere moderne e diploma in pianoforte, è un’apprezzata articolista, scrittrice di saggi e poetessa (ha pubblicato nel 1999 “In lumen splendor”), nonché docente di lettere presso un istituto superiore di Bari. In “Amal”, sua fatica letteraria edita Palomar, la poesia “Grecia” menzione speciale al concorso transnazionale R.O.M.E. “Dai percorsi della storia per raggiungere l’Oriente” 2007. Al suo attivo riconoscimenti di pregio nella rassegna d’arte internazionale “Woman in art” del 2006.

“Amal” è un termine che si presta a diverse interpretazioni. Può esser letto quale speranza velata d’Oriente, acronimo di violenza assetata di libertà e pace o anagramma di fredda e lucente lama.

molinari_operaIn “Amal” un respiro, la carezza di un’onda rapita dalla risacca, in olistica, metamorfica sintonia con la natura, ora brina, ora rugiada, ora neve, vento, nuvole… nel suo silenzio, la genesi di melodie di versi. Una musicalità d’istinto avvolge e scandisce metrica e ritmo, sgorga cristallina, filtrata da un’intima e sedimentata ricerca. In punta di dita le parole sfiorano la realtà, cercano sulla sua fredda superficie di ghiaccio un sottile varco, ne saggiano la consistenza… Laggiù il daimon le attende, sceglie perle, lacrime di rugiada per placare la sua sete, schegge di diaspro per scalfire diamantine fragilità e scompaginarle in scintillanti riflessi: pura energia in dialogo con le emozioni.

Temprate da aria, acqua, terra e fuoco, primordiali essenze di vita, le poesie di Anita Piscazzi racchiudono un’antica magia: ne senti il profumo sulla pelle, il tocco di seta, ne ascolti i segreti, intravedi i suoi sogni…ed è ritrovarsi.

“… Che fatica cercare l’onda primigenia del mio respiro, dove il sogno si dà alla vita e la vita è già sognata. In punta di piedi esco dal mio cuore e sto dove non voglio”.

A ipnotici intrecci onirici, attese silenziose, sommessi pensieri e atavici ricordi impreziositi da un raro, arcaico intercalare, si alternano audaci canti, sferzanti sfide al destino, sensuali danze d’amore imprigionate nel pentagramma di fili di seta di emozioni.

Un brivido increspa versi che stillano passione, trasudano intensa condivisione e con sagace levità sfiorano i segni del tempo, le terre violate, i lager, l’amore, cantano il loro inno alla vita, declinando al femminile un‘empatica percezione della realtà.

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