TRASPARENZA A FALCONE? SEMPRE PIU’… EVANESCENTE
Dal Presidio Libera Gioia ci è pervenuta una lettera, in cui si denuncia l’ambiguo comportamento assunto dal consigliere del PdL, Vito Falcone, in tema di trasparenza.
Una sorta di cronistoria dei rapporti intercorsi tra il consigliere e i responsabili del presidio in cui è possibile individuare con certezza il suo inizio, ben preciso e dettagliato, ma non la fine. Una storia che si interrompe, si dà il caso, proprio sul più bello.
Una vicenda iniziata “i primi di aprile 2010” quando “il consigliere sig. Vito Falcone è stato delegato dal Sindaco Longo ad interessarsi della trasparenza degli atti della pubblica amministrazione locale”.
Un consigliere “armato” di tanta buona volontà se “nei giorni a seguire” provvede ad inviare “ai vari capigruppo in consiglio, al presidente del consiglio, al sindaco, ai segretari dei partiti, ecc., due sue lettere in cui si denunciava la <<generica e vaga modalità di assegnazione>>
di alcuni incarichi professionali e di assegnazione diretta di alcuni lavori <<dando inequivocabile impressione di voler agevolare amici e/o amici degli amici>>”.
Due lettere fotocopia in cui affermava che <<la trasparenza e la chiarezza degli atti amministrativi sono qualità e caratteristiche che devono sempre essere anteposte a qualsiasi altro sistema e/o canone ai fini dell’adozione dei provvedimenti da parte di soggetti pubblici>>. Proponendo <<di impegnare il Consiglio Comunale a deliberare un atto di indirizzo politico per vincolare l’Esecutivo sull’opportunità di assegnare alternativamente ed a rotazione gli appalti per lavori e servizi e/o le forniture di beni di volta in volta necessari alle Ditte, Imprese e Fornitori di fiducia iscritti nell’Albo comunale>>, nella prima lettera, e <<di assegnare alternativamente ed a
rotazione gli incarichi professionali di volta in volta maturati ai professioni di fiducia iscritti nell’Albo comunale>>, nella seconda.
“Noi abbiamo avuto contatti, circa un mese fa, con il consigliere Falcone – prosegue la cronistoria del Presidio – decidendo di appoggiare le sue iniziative, compresa quella di chiedere la convocazione di un Consiglio Comunale che affronti la questione”.
“Ci siamo altresì attivati per sapere cosa ne pensano di tale questione tutti i partiti di maggioranza e di opposizione – si precisa – invitandoli anche ad incontrarci presso la nostra sede”. Purtroppo, però, “ad oggi nulla si è mosso, i partiti non hanno dato alcuna risposta ai nostri inviti e alle nostre missive”.
Da allora, e ciò è ancora più grave se si considera quanto accaduto, “il consigliere Falcone non si è più visto, non ha risposto ad un nostro sollecito in tal senso, non ci risulta che abbia continuato nella sua azione, tutto tace!”

“Solo il neo eletto, da pochissimi giorni, segretario del PD di Gioia prof. Enzo Cuscito, da sempre attento ai temi della legalità – precisa la missiva di Libera Gioia – ha voluto incontrarci per renderci partecipi del nuovo corso che intende dare al partito”.
“La nostra azione – si chiude la missiva – non è motivata da schieramenti politici, visto anche la natura stessa della nostra associazione, ma dalla forte volontà di far rispettare la legalità a tutti i livelli: siamo nati sul territo
rio proprio con questo fine e tenteremo, nelle nostre possibilità, di perseguirlo il più possibile”.
Una storia, quella del consigliere Vito Falcone, di semplice ordinario comportamento politico, in cui si continua ad “abbaiare”, in modo sempre più forte, fino a che non si ottiene il “companatico” richiesto, tipico in tantissimi suoi colleghi, anche di minoranza, a cui andrebbe dedicata questa frase pronunciata da Paolo Borsellino: “La lotta alle mafie deve essere innanzi tutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo delle libertà che si oppone al puzzo del compromesso, della indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.