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IN ARRIVO NUOVA CAMPAGNA: “CHI SPENDE E SPANDE, PAGHI!”

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panchineChe effetto fa sapere che sono stati spesi oltre 58 mila euro (per la precisione 58.124,24) per la posa in opera delle ormai famosissime panchine realizzate in via Garibaldi? Leggere che si sono spesi  27.000 euro per il loro acquisto, 8.400 euro per dotarle, dopo vibranti proteste pubbliche e quindi in corso d’opera, di spalliere in acciaio inox (http://gioianet.it/politica/1181-panchine-lamministrazione-cambia-idea-e-corre-ai-ripari-.html), e 22.728,24 euro per illuminarle, con un costo di 3.875,22 euro per panchina, può o no destare sensazione, lasciare allibiti i lettori?

panchinaSe poi ci si accorge che le spese complessivamente sostenute riguardavano la realizzazione di 15 panchine complete di luci, mentre in realtà se ne contano solo 12 con soli 7 “organi illuminanti”, è evidente che i conti, non solo i costi, non tornano.

Che fine hanno fatto le altre tre panchine? E gli altri 8 “totem” illuminanti completi di palo, luci, piastre e bulloni?

Una ulteriore, assurda spesa, stante l’entità dell’importo, effettuata in un periodo di ristrettezze e di crisi economica in cui giornalmente si ricorda e si chiede, ai cittadini, molti dei quali vittima della cassa integrazione se non proprio disoccupati, senso di responsabilità e collaborazione per via euro_mazzette_web--400x300delle scarse risorse pubbliche a disposizione.

Una spesa doppiamente assurda se, nel corpo delle varie determinazioni inerenti questo capitolo di spesa, si legge che “i commercianti di Via Garibaldi hanno dato la propria disponibilità a fornire a proprie spese delle panche”. In che modo hanno contribuito, con quale importo, se tutti i costi risultano a carico del Comune di Gioia, quindi di tutti?longo

E mentre da un lato il nostro sindaco, in una intervista rilasciata ad una emittente televisiva locale per spiegare i perché della sua ordinanza dal titolo “Chi rompe paga” (http://www.gioianet.it/politica/1665-chi-rompe-paga-una-ordinanza-per-combattere-il-bullismo.html), parla di migliaia di euro spesi per far fronte ai danni arrecati ai beni pubblici dai “bulli, sbullonati”, di “dover fare i conti con il bilancio sempre in rosso”, dall’altro lato incrementa questo disavanzo con opere pubbliche che hanno dell’incredibile, sia per i costi generati che per la gazebo2loro scarsa utilità.

I gazebo in piazza Plebiscito, costati oltre 37 mila euro (http://www.gioianet.it/politica/1642-la-piazza-allombra-unstatua-autentico-salasso-economico-.html), i quasi 28 mila euro spesi per la statua di San Filippo, i circa 21 mila euro per tinteggiare la scuola San Filippo Neri, i più o meno 20 mila euro per rimodulare la fontana di Piazza Dalla Chiesa (http://www.gioianet.it/politica/1650-100_4071in-arrivo-nuove-opere-pubbliche-poco-utili-ma-costose.html), ne sono solo gli ultimi esempi.

Dopo il “Chi sbaglia paga” e il “Chi rompe paga, i nostri amministratori, sindaco in testa, così solerti nel “salassare” i cittadini gioiesi con campagne a carattere più vessatorio che socio-educativo, dovrebbero promuovere un’altra campagna altrettanto necessaria quanto urgente, stante i continui sprechi di risorse pubbliche, a cui dare il seguentgazeboe titolo: “Chi spende e spande (denaro pubblico), paghi (in prima persona)!”.

Non solo per i superflui costi generati, ma anche per tutti quegli accessori pagati a peso d’oro e svaniti nel nulla. Le piante, per esempio, acquistate in numero più che sovrabbondante per i gazebo in piazdanaro_1za, dove sono finite?

In questo caso, “chi sbaglia paga”? E “chi rompe (i salvadanai pubblici) e dilapida le risorse “di tutti” paga?

Perché, allora, non chiedere a gran voce, che “chi spende e spande, paghi i danni erariali arrecati ed accertati alla comunità?

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