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“CITTA’ APERTE” E IL FASCINO DEGLI SCAVI DI MONTE SANNACE

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dsc_0137Aderendo all’iniziativa regionale “Città Aperte 2010”dsc_0149, che prevedeva l’apertura gratuita di musei e siti archeologici, la locale sezione di Legambiente ha organizzato un’uscita in bicicletta direzione Monte Sannace. 10 chilometri, tra andata e ritorno, più due ore di visita guidata tra gli scavi. Un’iniziativa che ha riscosso un buon successo e suscitato un notevole interesse in tutti i partecipanti per questo sito archeologico di fondamentale importanza nella storia della civiltà peuceta.dsc_0148

Quello di Monte Sannace, infatti, è il più grande abitato peucetico noto, è stato scavato a partire dagli anni cinquanta del Novecento; ma il sito era conosciuto già nell’Ottocento, e fortemente depauperato da scavi clandestini.

dsc_0150Il sito si trova suggestivamente in aperta campagna, a 5 km da Gioia del Colle in direzione Putignano – Egnazia, sul viottolo detto della Cavallerizza che attraversa tutta l’area archeologica. L’abitato è anonimo, forse da identificare con la citdsc_0160tà di Thuriae di cui parlano le fonti, che la indicano però come città “della Messapia“.

Tutto l’abitato è cinto di quattro circuiti murari concentrici, perlopiù ancora visibili. La dsc_0151prima cinge l’acropoli, ed è della seconda metà del IV sec. a.C. La seconda, coeva, è dotata di una porta e racchiude quartieri abitativi nella parte verso valle; rivela, inoltre, tecniche edilizie greche. La terza e la quarta sono degli inizi del III sec. a.C.; l’una rinforza l’acropoli, mentre l’altra racchiude tutta l’area dell’abdsc_0129itato, cingendo una superficie in realtà molto più grande di quanto la città non fosse realmente: dsc_0141all’interno delle mura erano lasciate, cioè, zone non urbanizzate, funzionali all’accoglimento della popolazione delle campagne e degli animali in caso di guerra, ed a coltivazioni in caso di lunghi assedi.

Interessantissimo l’uso funerario: le necropoli sono dsc_0165tutte extraurbane, ed ospitano tombe a partire dal VII sec. a.C., con materiali però anche più antichi, come vasellame greco di metà VIII dsc_0154sec. a.C.; ciononostante, coerentemente con l’uso funerario apulo, non mancano esempi di sepolture dentro la città, nei giardini delle abitazioni o negli spazi tra esse nel caso degli adulti, sotto il pavimento delle case nel caso dei bambini.

Si ringrazia Maria Castellaneta per aver messo a disposizione della nostra redazione il book fotografico.

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