“CITTA’ APERTE” E IL FASCINO DEGLI SCAVI DI MONTE SANNACE
Aderendo all’iniziativa regionale “Città Aperte 2010”
, che prevedeva l’apertura gratuita di musei e siti archeologici, la locale sezione di Legambiente ha organizzato un’uscita in bicicletta direzione Monte Sannace. 
Quello di Monte Sannace, infatti, è il più grande abitato peucetico noto, è stato scavato a partire dagli anni cinquanta del Novecento; ma il sito era conosciuto già nell’Ottocento, e fortemente depauperato da scavi clandestini.
Il sito si trova suggestivamente in aperta campagna, a
tà di Thuriae di cui parlano le fonti, che la indicano però come città “della Messapia“.
Tutto l’abitato è cinto di quattro circuiti murari concentrici, perlopiù ancora visibili. La
prima cinge l’acropoli, ed è della seconda metà del IV sec. a.C. La seconda, coeva, è dotata di una porta e racchiude quartieri abitativi nella parte verso valle; rivela, inoltre, tecniche edilizie greche. La terza e la quarta sono degli inizi del III sec. a.C.; l’una rinforza l’acropoli, mentre l’altra racchiude tutta l’area dell’ab
itato, cingendo una superficie in realtà molto più grande di quanto la città non fosse realmente:
all’interno delle mura erano lasciate, cioè, zone non urbanizzate, funzionali all’accoglimento della popolazione delle campagne e degli animali in caso di guerra, ed a coltivazioni in caso di lunghi assedi.
Interessantissimo l’uso funerario: le necropoli sono
tutte extraurbane, ed ospitano tombe a partire dal VII sec. a.C., con materiali però anche più antichi, come vasellame greco di metà VIII
sec. a.C.; ciononostante, coerentemente con l’uso funerario apulo, non mancano esempi di sepolture dentro la città, nei giardini delle abitazioni o negli spazi tra esse nel caso degli adulti, sotto il pavimento delle case nel caso dei bambini.
Si ringrazia Maria Castellaneta per aver messo a disposizione della nostra redazione il book fotografico.