BAGNO DA 80 MILA EURO PER LENIRE I “BISOGNI” DELLA CITTÀ
Per venire incontro a “urgenti” bisognini e problemi di incontinenza di coloro che frequentano piazza Pinto giunge, a sorpresa, una delibera di Giunta – la n. 230 del 19/12/2013 – che autorizza la costruzione di bagni pubblici per un ammontare complessivo di 80.000,00 euro.
Per i proprietari di bar ed esercizi dotati di bagno, la fine di un’era di richieste timide e garbate più spesso legate ad una pretestuale consumazione per l’utilizzo dei servizi igienici.
Anche questa iniziativa risulterebbe meritevole di plauso, non fosse altro perché in risposta ad un bisogno (o meglio… bisognino) dei cittadini, se non sopraggiungesse in un momento di reale cattività per la città, le cui difese immunitarie sono crollate sotto il peso di accertamenti Tarsu, cartelle esattoriali Tares, stillicidio dell’IMU e dei rincari a livello nazionale annunciati in questi giorni, notizie che potrebbero anche causare attacchi di dissenteria e gettare nel panico famiglie monoreddito con prole numerosa, che potrebbero anche decidere di montare una tenda in piazza Pinto e farne la propria futura dimora, non potendo più o
norare la rata di mutuo.
Sempre sperando che non tocchi loro pagare anche la TOSAP, tassa per l’occupazione del suolo pubblico e relativa Tares.
“A seguito dei lavori per la riqualificazione di Piazza Pinto – recita la delibera -, l’Amministrazione Comunale, ha ritenuto opportuno completare l’opera dotando la zona, di servizi igienici, al fine di garantire il confort, anche in caso di permanenza prolungata nella piazza e nel giardino circostante, ad anziani e bambini che sono i maggiori frequentatori della villa comunale”.
L’area scelta è a sud ovest della piazza, “in un ampio spazio verde, con due piccole palme centrali e circondato sui lati che si affacciano sulla strada da albe
ri a fusto alto”.
Gli adempimenti per l’affidamento dei lavori sono demandati all’ingegner Laruccia, che di certo avrà cura che siano ben affidati ed eseguiti.
Prevista, inoltre, la presenza di fontane e alberi (come se già non ce ne fossero….di alberi e fontane) “per ottenere un raffrescamento naturale dello spazio di attesa, che così progettato assume caratteristiche architettoniche tali da diventare a tutti gli effetti, una zona di relax e non di servizio; il progetto di allestimento si completa collocando ai lati dell’aiuola con le palme, due fontane in cemento con l’erogazione di acqua potabile, in asse con due sedute laterali”.
Forse si sta pensando di sostituire le fontanelle con acqua gratis per tutti, con una seconda “casa dell’acqua”, a pagamento, da affidare alla stessa società che curerà l’allestimento della struttura nel giardino di Paolo VI, in modo da creare un ciclo dell’acqua… “virtuoso”?
Per scaricare la Determina, clicca qui.
