IL GIOIA ROCK FESTIVAL SCOPRE FEDERICO FIUMANI-foto
“La musica vive solo se c’è qualcuno che l’ascolta, in caso contrario è aria … non ha consistenza […]”. Con queste parole si esprime Federico Fiumani – leader della storica band rock-wave fiorentina ‘Diaframma’ – durante la prima parte del workshop ‘Il ritorno dei desideri’, tenutasi la mattinata dell’8 agosto, presso il Laboratorio Urbano Bandèapart. Un’iniziativa propria del progetto Rockerella (coordinamento, produzione e ricerca storica della musica alternativa gioiese), che nato come un semplice sondaggio su Facebook per capire quanti gruppi vi erano sul territorio, diventato un festival in cui sono stati ospitati gruppi gioiesi per tre giorni consecutivi, arrivato alla distribuzione di un cd-compilation, con il sostegno del Comune e del Teatro Kismet, giunge alla produzione di un documentario sulla storia della musica di Gioia del Colle dagli anni ’50 ad oggi. Ma non solo. Continua ad affiancare e a sostenere per il secondo anno consecutivo l’importante realtà gioiese del Gioia Rock – alla sua V edizione – organizzato dall’Arci Lebowski. Ed è all’interno di questo festival che nasce l’idea di un workshop – in collaborazione con la redazione de ‘La PrimaVera Gioia’ e il coordinamento di musicisti di Noicattaro, Rutigliano e dintorni ‘Nojarella’ – con chiaro intento pedago
gico, alimentando il dialogo intergenerazionale già intrapreso nelle precedenti iniziative.
Workshop dalle tematiche molteplici: si va dalle scelte musicali, che inevitabilmente influenzano il tipo di formazione, alla Firenze degli anni ’80, dal fermento culturale di quegli anni alla parte irrazionale dell’arte.
Si parla della difficoltosa conoscenza di se stessi e di come nell’arte vi sia la sfera inconscia, la sfera del non detto e degli atti mancati. Si parla della forte influenza del cantautorato italiano – e in particolare di De Andrè, De Gregori e Conte –, del genere Punk, detto dallo stesso Fiumani “un crocevia per molti”.
Si discute della proposta di andare a Sanremo alla quale rifiutò, o al se abbia mai pensato di scrivere testi per altri. E alla domanda sul perché organizzi tutto da solo, il leader dei Diaframma risponde: “Io ho fatto sempre musica per divertirmi […]”. Importante risulta essere il suo rapporto con la stampa: “Un aspetto del mio lavoro è quello di sapere ciò che fanno gli altri, perché, anche se la stampa non ha più la valenza di prima, è utile per sapersi orientare nel mondo della musica […]”.
Si parla del web è del nuovo modo di rapportarsi alla musica, che secondo Fiumani, se da una parte ha degli aspetti positiv
i, dall’altra non offre seconde possibilità: “Avendo il disco un valore economico reale, se la prima volta che l’ascolti non ti è piaciuto, sei portato ad ascoltarlo una seconda, terza volta […]”.
Passando, invece, al processo compositivo Fiumani crede poeticamente che “L’ispirazione sia una forma di nostalgia per la vita, mentre la stai vivendo”.
La seconda parte del workshop, avutasi nel pomeriggio, è dedicata alle prove aperte del featuring serale tra Federico Fiumani e il gioiese Keccorè con la sua band. “Il fatto che siano arrivati una trentina di ragazzi da Potenza, Montemesola, Monopoli, Polignano, Bari … peraltro disposti a versare la quota di partecipazione al workshop di 5 euro (interamente destinata a finanziare il Gioia Rock Festival) ci ha dato il segnale dell’importanza di iniziative come queste”, così si esprime Vanni La Guardia, che assieme a Gualbo Giandomenico, è l’ideatore del progetto Rockerella. “Rockerella,” – continua Vanni – “con l’organizzazione del workshop e la profonda soddisfazione per la sua riuscita, chiude un cerchio. Il futuro è tutto da scrivere e non sappiamo cosa potrà riservarci. Citando Battisti, reinterpretato in una cover improvvisata dallo stesso Fiumani e Keccorè, proprio durante il workshop, ‘lo scopriremo solo vivendo’”. Di certo l’augurio è quello di poter donare ai gioiesi nuovi e sempre stimolanti appuntamenti culturali.

