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IL PARADOSSO. POVIA RICONOSCE LA NOSTRA “LIBERTÀ”. ERA ORA!

Sergio-Povia

sergio-povia-filippo-donvito2Rieccoci”, torniamo ad essere il primo pensiero della rediviva stampa locale e del primo cittadino nella prima intervista rilasciata al primo giornale sovvenzionato quasi totalmente da pubblicità di politici (due assessori, un presidente di Consiglio di maggioranza ed un consigliere di presunta minoranza), pur senza essere di “partito”.

Il primo paradosso? Nelle parole testuali di Povia: “Vorrei che la stampa libera (?!) pubblichi le proposte, o meglio gli emendamenti che quei movimenti politici hanno avanzato in sede di bilancio…”.

Ovvero quanto noi “improvvisatori senza futuro” ma da cinque anni in prima linea, consumando “suole”, tempo, risorse e pazienza, facciamo settimanalmente su “la voce del paese” e quotidianamente su GioiaNet.

Grazie, sindaco, per aver pubblicamente ammesso che siamo stampa libera e non come qualcuno dei suoi assessori (e nostri detrattori) insinua quando può, “di parte”, ovviamente di quella parte che più dà fastidio in Consiglio e fuori.

E pubblicheremmo anche la voce della maggioranza se ci inviasse qualcosa da pubblicare o rispondesse alle intervisergio povia2ste chieste (ad esclusione di Povia che, a onor del vero, sia pur con risposte molto ermetiche e stringate e non sempre entrando nel merito, comunque risponde).

Probabilmente non piacciono le domande non concordate o che potrebbero mettere in luce aspetti meno positivi… cioè quello che una stampa libera solitamente dovrebbe fare, chiunque sia al potere, ed in questi cinque anni in web e per altri quattordici su “la Piazza” lo abbiamo ampiamente dimostrato.

Al riguardo dei professionisti e dei talenti (tali perché non ancora pubblicisti) che vogliono “imparare il mestiere”, che si professano umili e parlano di passione, non possiamo che essere lieti del loro ritorno sia perché più “voci” contribuiscono a rendere viva la comunità, sia perché il confronto aiuta a crescere, soprattutto chi non si fregia di titoli né li cerca e di passione ne ha da vendere, ma non ai politici di turno.

Altro discorso è per i “nostri” talenti, ragazzi e donne che ci danno fiducia e si mettono alla prova, che sia laureati (la maggior parte) o ospiti (studenti), ai quali va il nostro più sincero grazie per averci scelto e aver compreso che comunicare e scrivere è una “missione” ancor prima che una professione e che la generosa disponibilità, insieme all’umiltà, rende prezioso il loro contributo.

 

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