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Cronaca

“PANE PANIFICIO SANTE BARILE È D.O.P.”. LEGALE CHIEDE RETTIFICA

Forestale e falso pane dop

pane-3 Ha del paradossale l’effetto mediatico delle notizie di cronaca! Nella giornata di ieri è stata diramata la nota che in un noto panificio della provincia di Bari, veniva prodotto e venduto pane d.o.p. di Gioia del Colle.

L’imprenditore – stando a quanto riportato dalla nota del Corpo Forestale – spacciava con il marchio della d.o.p gioiese (denominazione di origine protetta) il pane di semola rimacinata prodotto dalla stessa azienda nelle versioni bianco, integrale e ai quattro cereali, nella consistenza e nel sapore molto somigliante al famoso pane di Altamura, ed aveva già pronte 17.000 buste di plastica con su logo e marchio, tutte sequestrate insieme al pane dagli agenti del Comando regionale del Corpo forestale dello Stato.

Il titolare dell’azienda è stato pertanto denunciato per i reati di frode nell’esercizio del commercio e contraffazione di denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari.pane cesta (2)

Quel che però si è scoperto in seguito, ma non pubblicizzato con la stessa tempestività, è che l’imprenditore, Sante Barile titolare del panificio “la Maggiore” in via Canudo è il figlio del detentore della d.o.p di Altamura, ovvero il signor Giuseppe Barile “fondatore e  già presidente del Consorzio per la tutela del pane d.o.p di Altamura, l’uomo grazie al quale la città di Altamura può vantare la d.o.p..”

“Il Panificio Barile Sante – leggiamo nella nota del legale Maria Desirè Montesano – acquista il pane dop dal panificio Barile s.r.l. di Altamura e tutto il pane prodotto è certificato attraverso l’apposizione dei Bollini, sui quali è possibile leggere la sede di produzione del pane.
Si segnala che il panifico Barile s.r.l. è di
59324proprietà del sig. Barile Giuseppe […]. Questo  a maggior prova della  certificazione di qualità del pane prodotto. Si è trattato, pertanto, di una svista del Corpo Forestale che ha agito a seguito di una denuncia presentata da ignoti. L’unico errore riscontrato è stato nelle buste di plastica, commissionate ad una tipografia di Andria, che  recavano la dicitura pane d.o.p. di Gioia del Colle, tra l’altro errore che non  può configurarsi nel reato di frode in commercio e dovuto  esclusivamente ad una svista del tipografo”.

Tutte è bene quel che finisce bene e per il signor Sante – simpatico e cordiale titolare – e per i suoi prodotti di altissima qualità (basta assaggiare pane e focaccia ai cereali per crederci), tanta pubblicità. Infatti il panificio vende pane prodotto con lievito madre e un grano antico a prova di intolleranze, il “senatore Cappelli”, con spighe alte diversi metri le cui proprietà organolettiche sono intatte in quanto coltivate nella stessa terra che le vide nascere nel neolitico, allo stesso prezzo del pane acquistato in tutti i forni del territorio.

 

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