Archivio Gioianet

La Voce del Paese – Un Network di Idee

Politica

“IL ‘PARADISO’ PUÒ ATTENDERE. DIRITTI IN LISTA D’ATTESA”

ospedale paradiso

ospedale paradiso “Leggiamo con grande preoccupazione di un incontro a porte chiuse avente in oggetto la salute dei cittadini di Gioia del Colle. A tale incontro avvenuto al cospetto del Direttore Generale dell’ASL Bari, Dott. Vito Montanaro, hanno preso parte il Sindaco di Gioia del Colle, Dott. Donato Lucilla, il vicesindaco, Prof. Enzo Cuscito, il Dott. Donato Paradiso, in qualità di presidente della III Commissione Consiliare, e infine il Prof. Franco Giannini.

Dalla qualità istituzionale presente ci si aspettava un considerevole risultato, ma non solo non ci sono notizie di quale programmazione si è presentata al D.G. ma leggiamo con sgomento che andrebbero in porto solo altre chiusure e rimandi finanziari fittizi. Non si spiega perché ci si avventura a questi incontri senza aver ascoltato prima gli addetti ai lavori, le associazioni, le parti sociali e la società civile alle quali sono indirizzati gli interventi in questione. Questo modus operandi portato avanti ormai da anni sulla pelle dei cittadini ha prodotto i disastri a cui oggi assistiamo.

Non si può sottostarreparti ospedale Gioia del Collee inermi di fronte a rimandi epocali di finanziamenti previsti per Gioia e che sappiamo bene che vedranno toccare il nostro “Paradiso” in tempi ancora lontani per poi essere utilizzati probabilmente nel vecchio sicuro mattone, tradizionale calamita di spreco e corruzione.

Si è a conoscenza delle problematiche che comportano disagi ai cittadini, si è consci che bisogna spendere in diagnostica e non solo in edilizia, si è pronti a incanalare un tavolo cittadino con i medici di medicina generale e i cittadini, per programmare la lontanissima Casa della Salute che la legge prevede per la nostra città?

La D.G.R. n.1933 recependo le indicazioni del decreto legge 70/2015 recita testualmente “Il progetto di offerta assistenziale che la rispettiva ASL si impegna a rendere disponibile in ogni PTA (Casa della Salute) deve essere il risultato della massima coprogettazione fra amministrazioni comunali, parti sociali e società civile interessate dall’opera e deve essere adottata dal ASL”.

Allora c’è da chiedersi, quanti di questi avranno voce in capitolo nell’assetto e organizzazione della struttura, vistospedale-visita-repartio che nulla si è saputo su quali proposte il signor Sindaco e gli altri signori presenti hanno presentato al Direttore Generale.

Occorre ricordare che se inevitabile è la chiusura del PPI, si poteva abbozzare una soluzione ponte per area con criticità vista la vicina presenza della base militare, nel contempo non è assolutamente sufficiente sostituirlo con un’auto medica e una ambulanza di categoria A, che a volte agiranno insieme, in una città ad alta densità di popolazione anziana come la nostra, è da far notare che un laboratorio analisi è di primaria importanza ai fini della diagnostica di primo impatto e nell’attività di cura delle cronicità come sarà l’indirizzo della costituente Casa della Salute, e soprattutto il servizio laboratoristico gioiese rientra in quella fascia produttiva dalle alte performance per numeri di esami annui, e quindi nonostante la prossima riorganizzazione delle patologie cliniche, una sua tenuta in vita deve essere assolutamente tenuta in conto!

Il signor Direttorlaboratorio analisi ospedalee Generale non può chiedere a una città dopo un decennio dalla chiusura di un ospedale operativo, eclissato da due piani di rientro targati Vendola e Fitto, di aspettare ancora e mettersi in lista d’attesa!

Causa sconcerto tale frase, come se la salute dei cittadini debba essere un concorso a chi arriva prima, poi qualcuno doveva precisare che né il decreto 70 né la delibera regionale 1933 prevedono una gara per la riconversione delle strutture dismesse e che se ci fosse una immorale graduatoria noi saremmo i primi visto l’abbandono del territorio da parte di chi ne dovrebbe preservare i servizi sanitari.

Il primo cittadino deve imporre tutto questo, spiegare al Direttore Generale che Gioia è stanca di essere presa in giro e che da oggi non indietreggerà di un centimetro sin quando non si porrà la prima firma per ridare ai gioiesi quello che con inaudita violenza gli è stato tolto negli anni e cioè il diritto alla salute nella propria terra!”.

Gioia In Movimento

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *