LERONNI E BUTTIGLIONE, PRESENZIANO A “LES BARISIENS”

Nel pomeriggio di oggi, 27 ottobre 2010, presso
Il termine “Barisien” fu coniato per un nostro famoso concittadino, Ricciotto Canudo, ed a lui fa riferimento Pegoraro, nella sua presentazione.
“Nella Parigi di inizio Novecento Ricciotto Canudo, uno fra i primi teorici mondiali del cinema, partito da Gioia del Colle per divenire protagonista della vita culturale della Ville Lumière, veniva vezzosamente appellato barisien. Negli anni Settanta – dichiara Pegorari – il termine fu riscoperto per indicare quell’école di giovani sociologi, filosofi, storici e critici dell’Università di Bari che seppe parlare con coraggiosa originalità e nuova problematicità allo sclerotizzato panorama del marxismo italiano.
La storia di quell’aggettivo diviene in questo libro il simbolo della trasformazione della figura dell’intellettuale e delle sue condizioni di lavoro in Puglia, dalla secolare diaspora verso Napoli, Firenze, Parigi e gli Stati Uniti fino alla creazione di un ceto di scrittori e critici finalmente residenti dopo lo spartiacque rappresentato dal Sessantotto e dalla nascita dell’ente Regione (1970).
È così che la Puglia ha potuto scrollarsi di dosso il complesso di essere solo una “provincia dell’impero” e ha scoperto il risvolto positivo di essere “periferia”: la sua natura di confine può renderla più aperta all’ascolto e alla sperimentazione.”
“Scegliere la letteratura come campo di prova di ogni interpretazione della realtà – continua il poeta – e affidare, in particolare, alla disciplina critica il compito di praticare con rigore e severità la valutazione, la storicizzazione e il discernimento di quelle forme di pensiero (visioni del m
ondo o testimonianze soggettive) che si comunicano attraverso un codice linguistico, significa avvertire un preciso senso di responsabilità nell’uso delle parole, di ogni singola parola.