IL SINDACO TENTA MA NON RIESCE A VOLARE PIU’ IN ALTO
E’ pervenuta in redazione una nota da parte dell’Ufficio Stampa del Sindaco di Gioia del Colle, Piero Longo.
In essa si comunica alla città che lunedì prossimo, 22 novembre, presso la sala del Consiglio della Provincia alle ore 11.30, sarà presentata la nuova stagione del Teatro Comunale Rossini.
“Convinti che il teatro e la musica sono un aspetto importante della crescita culturale di una comunità, nonostante il periodo difficile – dichiara il sindaco – offriamo, ai cittadini di Gioia del Colle e del territorio circostante, una degna e importante panoramica della scena italiana. La stagione ricca di otto appuntamenti di prosa, di cui uno in anteprima nazionale, e sei eventi musicali ci porterà nell’immaginario artistico di generi e situazioni diverse”.
Conclude affermando di voler condividere questo momento importante per la comunità con un pubblico più ampio, tra l’altro cosa resa evidente dalla scelta del luogo in cui tenere la conferenza, ben più prestigioso delle sale comunali gioiesi.
A onor del vero il programma della stagione teatrale è già diffuso sia su stampa (in anteprima assoluta quella più “vicina” all’amministrazione) che su web (http://www.gioianet.it/cultura/2007-cartellone-gestione-diretta-teatro-comunale-rossini.html), senza che di conferenze stampa se ne sia vista l’ombra, e ad esser ancor più precisi senza neanche uno straccio di comunicato.
La redazione ne è venuta in possesso dopo diretta richiesta al direttore tecnico, oggi consulente, Giancarlo Castellano, che ringraziamo per la squisita e tempestiva disponibilità.
Fermo restando che ogni valutazione sulla bontà del programma spetta agli esperti, una semplice riflessione a margine: potrà davvero interessare la nostra provincia un “teatro” di provincia come il Rossini? Siamo davvero sicuri di poter competere con altri programmi provinciali? E nel caso, quale valore aggiunto, quali servizi offriamo come città a chi verrà da fuori? Non ci sono neanche parcheggi nei dintorni, né (al momento in cui si scrive) un luogo di ristoro all’interno del teatro, dopo la feroce campagna contro il Rosamora ed il suo imprenditore, Gennaro Durante, abiurato dai cittadini, dall’opposizione e dagli stessi politici che lì lo avevano invitato, pur avendo con stoicità investito ed organizzato eventi ed incontri di ottima “fattura”, confezionati con stile e classe.
Nelle due passate stagioni quanti “forestieri” son venuti? Ed ora che il cabaret sarà totale prerogativa della Cantina, grazie anche al contributo dell’Associazione Autonoma della Solidarietà, e quindi sotto l’egida del professor Marvulli (anche lui, parrebbe, consulente) e non più in “compresenza”, ci sarà un incremento o un decremento tra il pubblico pagante?
E’ pur vero che dopo le numerose critiche e gli sperticati attacchi, non ha tutti i torti il professore a traghettare “in casa propria” il genere che più gli è consono e gli aggrada.
Ultima riflessione: e il teatro amatoriale che tanto successo sta riscuotendo per premi (http://www.gioianet.it/cultura/1969-vito-osvaldo-angelillo-conquista-premio-miglior-regista.html?fontstyle=f-smaller) e riconoscimenti che fine ha fatto? E le altre associazioni musicali, la Labor
inthus, la
Fenice, nessun programma in calendario per loro?
Sarà forse un po’ presto per rilevare programmi e presenze, che in corso d’opera forse si aggiungeranno, ma una visione organica d’insieme, ancora una volta, latita. E’ come se proprio non si riuscisse a salire un po’ più su, a volare più in alto per progettare “alla grande”, accontentandosi di curare quel che si ha a portata di mano, nella più totale improvvisazione.