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Cronaca

PASQUA E PASQUETTA IN LOCKDOWN, MA NON PER TUTTI

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aeroporto-ansa A Pasqua e Pasquetta non potremo raggiungere i parenti né far le scampagnate nelle case al mare o in campagna, ma potremo recarci all’estero e raggiungere uno dei paesi del gruppo C anche partendo da una zona rossa per raggiungere l’aeroporto, muniti di autocertificazione.

A far luce sulla questione una nota del gabinetto del Ministero dell’Interno, in risposta alla richiesta di chiarimenti di Astoi Confindustria Viaggi.

Il tampone è obbligatorio all’andata e al ritorno, magari con quarantena al rientro, e avendo ben presente che tutto potrebbe cambiare rapidamente a seconda dell’andamento dei contagi in Italia o nel Paese di destinazione, non è infatti improbabile tra i souvenir portare in Italia una variante covid “esotica”.

Attualmente gli spostamenti verso l’estero sono regolati dal Dpcm del 2 marzo 2021, in vigore fino al 6 aprile 2021, che si basa sull’Allegato 20 (qui l’ultimo pubblicato in Gazzetta Ufficiale), il quale divide in cinque elenchi – A, B, C, D, E – i Paesi in cui è possibile viaggiare, in base al rischio epidemiologico e agli obblighi da rispettare al rientro in Italia, elenchi aggiornati con Ordinanza del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Sono consentiti viaggi per turismo senza limitazioni (se non quelle eventualmente imposte dai due Stati per l’ingresso nel loro territorio) per San Marino e Città del Vaticano, che rientrano nell’elenco A.coronavirus-aeroporto

Si può viaggiare all’estero per turismo per i Paesi dell’elenco B, considerati a basso rischio epidemiologico, ma al momento nessun Paese rientra nei parametri.

Gli spostamenti per gli stati dell’elenco C sono consentiti senza necessità di motivazione, quindi ci si può andare in vacanza.

E’ però obbligatorio sottoporsi a test molecolare o antigenico 48 ore prima della partenza. Il test va effettuato a mezzo di tampone e deve risultare negativo. Coloro che rientrano dai Paesi dell’elenco C senza presentare un’attestazione relativa al test molecolare o antigenico prescritto, sono sottoposti a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria.

I Paesi che al momento rientrano nell’elenco C sono: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia,  Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra e Principato di Monaco.

Dall’agosto scorso i viaggi per turismo sono possibili anche in alcuni Stati esteri considerati a basso rischio epidemiologico.

In questo caso, al rientro in Italia è obbligatorio compilare un’autodichiarazione e sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 14 giorni, raggiungendo la propria abitazaeroporto-viaggi-esteroione solo con mezzo privato.

Tra i Paesi che attualmente figurano nell’Elenco D troviamo: Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Thailandia.

Viaggi vietati per turismo nel resto dei Paesi del mondo. Tutti gli Stati che non compaiono nei precedenti elenchi, infatti, rientrano nel gruppo E, che individua i territori ritenuti a maggior rischio. Non ci si può recare (se non per motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza o rientro presso il proprio domicilio) nel Regno Unito, in Brasile e in Giappone.

Prima di mettersi in viaggio è bene informarsi sulle norme in vigore nel Paese di destinazione. Si potrebbero trovare musei, ristoranti e bar chiusi; potrebbe essere in vigore il coprifuoco; potrebbe essere obbligatoria la quarantena o il tampone all’arrivo.

Per esempio si può andare in Germania, ma in questa nazione dal 2 novembre scorso sono vietati i pernottamenti per turismo, mentre in Australia gli stranieri non vengono accolti, nonostante il Paese rientri nell’elenco D italiano.

 

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