GAROFALO, ARTISTA INDIPENDENTE, FUORI DAL CONSUETO -foto-
Prosegue la rassegna “Eventi” presso la suggestiva cornice di Spazio UnoTre, luogo consacrato all’arte da Mario Pugliese, disponibile e affabile padrone di casa. Giovedì, 17 marzo, Emilio Garofalo, cantautore e scrittore bitontino, in occasione del suo esordio letterario con “I biscotti speziati”, si è esibito in un concerto che ha dato prova al pubblico della sua abilità di “giocare con le parole e con le note”. Un’abilità che
rappresenta per Garofalo un inevitabile “vizio”, una capacità innata da mettere costantemente alla prova raccontando storie, e con la musica, e con le parole.
Numerosi i temi toccati dal cantautore, accompagnato nella sua performance da Samo al pianoforte, da Napoleone Pavone alle percussioni, da Marco Palmieri alla chitarra e da Antonella De Gennaro, seconda voce. L’insieme è impreziosito dall’immancabile tocco artistico di Mario Pugliese.
Un raffinato connubio di forme d’arte differenti rapisce un pubblico immediatamente affascinato dall’energia e dall’armonia del gruppo, generando un turbinio di emozioni che, passando per la voce del cantautore, giungono ai presenti, amplificate dalla profondità dei temi trattati.
Di guerra, ad esempio, che per Garofalo è “la cosa più stupida che un uomo possa fare”, parla “Il cappello della sera”, un brano che rende vivida la paura della morte, i sogni infranti, l’amara consapevolezza di un eventuale non ritorno a casa: “[…] sparavo i colpi dentro al buio
, facevo male al silenzio. Tutto quello che sognavo quando ero
sul punto di morire, era Ilaria, che è rimasta a casa ad aspettare[…]”.
Non manca una canzone d’amore, che sembra essere uno dei temi preferiti dagli artisti, probabilmente per la loro connaturata capacità di introspezione, di esplorare i sentimenti umani senza scivolare nel banale. Ma, dopo le donne, c’è un secondo, fondamentale motivo, che spinge un autore a scrivere un brano: la rabbia.
La rabbia verso tutti, verso un mondo in cui non ci si riconosce. Questo il sentimento che ha spinto Garofalo a scrivere “Muri”. Nel suo brano i muri “[…] sono sempre ricoperti di frasi senza senso che si perdono nel vento, sono stanchi di osservare, di subire, di ascoltare la
cattiveria della gente che non riesce più ad amare […]”.
Il tema che percorre l’intera opera artistica del cantautore, a partire dalle sue canzoni per culminare nel suo romanzo d’esordio, ambientato negli anni di piombo, è quello della lotta. La lotta quotidiana di gente comune con problemi ordinari. “Canto per le persone che lottano”, dichiara Garofalo, “e lotto nell’arte con loro”.
Il trionfo di un artista indipendente, che con la sua sensibilità e la sua autenticità ha saputo ritagliarsi uno spazio entro cui emergere, fuori dal consueto e dal commerciale.
Un particolare ringraziamento lo rivolgiamo a Fabio Guliersi per aver messo a disposizione della Redazione le foto inserite nell’articolo, e a Cataldo Liuzzi per la gallery.