UNITA’ D’ITALIA, LA LEGA CONDIZIONA TROPPO LA POLITICA
Abbiamo vissuto con intensità e grande partecipazione, forse superiore alle aspettative, le celebrazioni del 150° anniversario dell’incoronazione del primo re dell’Italia unita.
E’ un evento che ha rinsaldato, con i generosi e sentiti interventi del Presidente Napolitano, i sentimenti di Patria e di unità nazionale.
Il primo, quello di Patria, mantenuto saldo negli anni ’70 – ’80 anche grazie al generoso contributo di una generazione di giovani di destra, della quale h
o avuto l’onore di far parte, e poi ridiventato patrimonio comune nei decenni successivi, anche grazie al fondamentale contributo del Presidente Ciampi.
Il secondo, quello di unità nazionale, ancora oggi messo in discussione, talvolta larvatamente, talvolta apertamente, da un partito regionale ma di governo, la Lega Nord, che condiziona troppo le politiche nazionali, spesso ancora a discapito del Sud.
Non è, però, un problema di schieramenti, di orientamenti politici, di maggioranza, quello che affligge il nostro amato Sud.
E’ un problema di maturità politica, di classi dirigenti, di coscienza civile.
Invito tutti a leggere gli editoriali di Lino Patruno pubblicati l’11 marzo scorso e ieri dalla Gazzetta del Mezzogiorno: http://www.ondadelsud.it/?p=3546#more-3546
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=412540&IDCategoria=2682 e a riflettere.
Così scriveva Giustino Fortunato, illustre meridionalista, in una lettera a Pasquale Villari il 2 settembre 1899:
“L’unità d’Italia è stata e sarà – ne ho fede invitta – la nostra redenzione morale. Ma è stata, purtroppo, la nostra rovina economica. Noi eravamo, il 1860, in floridissime condizioni per un risveglio economico, sano e profittevole. L’unità ci ha perduti. E come se questo non bastasse, è provato, contrariamente all’opinione di tutti, che lo Stato italiano profonde i suoi benefici finanziari nelle province settentrionali in misura ben maggiore che nelle meridionali”.
Molti recenti studi scientifici confermano le tesi di Giustino Fortunato.
Sono passati oltre 110 anni, non mi pare che le cose siano cambiate un granché. E Lino Patruno ne tratteggia alcuni punti salienti, quasi a voler dimostrare come il Sud sia diventato un’altra Italia.
Per le (in)capacità delle classi dirigenti e politiche meridionali, certo!
Ma anche per l’atavica indifferenza della gente del Sud, che ha lasciato che queste scelte si compissero sulla pelle dei propri figli.
Facciamo che questo risveglio dell’orgoglio nazionale non si spenga domani, ma che alimenti un sentimento di dignità e di riscatto delle genti
del Sud. Un FUOCO DEL SUD!
Non contro il Nord, non contro la Lega!
Ma per la crescita di un’ITALIA più forte, più unita, soprattutto PIU’ UGUALE!
Buon Compleanno, Italia. Buon risveglio, Italiani del Sud!
Mauro Mastrovito – Consigliere Comunale