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“CONFESSIONI DI UN KILLER”, NE SCRIVE SIMON VASCO

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L’appuntamento con “le giovani recensioni” continua, con successo, a fare breccia nei giovani liceali gioiesi. A cimentarsi, questa volta, è Simon Vasco, studente della V B del Liceo Classico, con una recensione sul libro “Confessioni di un Killer” di Daniela de Crescenzo.

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confessioni di un killerOreste Spagnuolo, braccio armato della camorra, uno degli uomini più sanguinari del gruppo di Setola, uno dei protagonisti più feroci della strage di Castel Volturno si racconta in presa diretta, nel libro “Confessioni di un killer” della giornalista Daniela De Crescenzo.

Questo libro è il racconto dei ricordi di Spagnuolo: dalla sua infanzia ai primi furti, dall’affiliazione al clan ai tanti omicidi, dalla vita in carcere fino ad oggi che è un collaboratore dello Stato.

Un’avventura intrisa di violenza efferata e spesso gratuita che ricostruisce quella rete di complicità, silenzi, collusioni politiche che hanno stravolto la Campania.

Il libro-testimonianza racconta come il male diventa la più banale delle azioni: ”Uccidere è bello, ti senti onnipotente”, sostiene il protagonista. Oreste ci fa entrare in quella vertigine in cui la camorra normalizza il male e lo rende una cosa abituale, quotidiana, come quando ricorda: «Setola arresto-carabinieri-quella volta ci disse: dopo cena noi andiamo lì calmi calmi e li mettiamo tutti contro il muro, poi li ammazziamo uno dopo l’altro».

Nel racconto si parla della desolata periferia di un Sud molto spesso dimenticato dallo Stato, tra Castel Volturno e Casal di Principe, zona collegata troppe volte a storie di morti ammazzati e camorra, come affermano gli articoli e i libri di Roberto Saviano. Tra uomini, gente disumana e sangue, come una luce appare Gianluca, il carabiniere che con il suo coraggio e la passione per il suo lavoro, arresta non solo Spagnuolo ma anche molti altri del clan.

”La faccia di Spagnuolo, quando lui raccontava del suo arresto, lasciava intendere una sorta di orgoglio quando diceva: m’ha arrestat’ Gianluca. Perché in fondo, nonostante Spagnuolo fosse solo un vigliacco, un balordo, lo sapeva orestedentro di sé che Gianluca era meglio di lui e che il carabiniere era l’unico volto dello Stato in cui si poteva riconoscere e che forse poteva rispettare”.

Una storia dunque che spiega come, in fondo al tunnel, ci può essere un nuovo giorno per le periferie di Napoli, grazie soprattutto ad un gruppo di magistrati e poliziotti totalmente dediti allo Stato e sempre in prima linea per combattere la criminalità organizzata.

Questo libro è utile e illuminante perché fa capire cosa si nasconde dietro la vita di persone che abitano simon-vascoin quartieri malfamati e che tutti i giorni vivono situazioni drammatiche, omicidi e sparatorie. Oreste Spagnuolo non è nato da una famiglia disonesta, l’assurdo è proprio questo: egli ci fa capire chiaramente che killer si diventa per qualche soldo, o per farsi ammirare dalle ragazze o per essere rispettato da tutti. La sua storia apre una rivelazione che lascia a bocca aperta i lettori: gli omicidi galvanizzano e il male richiama con disinvoltura e accettazione normale altro male.

Simon Vasco – V B Liceo Classico

 

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